venerdì 17 maggio 2013

Nata con la camicia.



Se fosse per me la indosserei anche come pigiama. Scalza, con lo smalto rosso e i capelli legati in uno chignon imperfetto. E negli anni si sono accumulate, arrivando a contare quarantuno pezzi. Quarantuno, che se li vedi appesi non sembrano poi così tanti, perchè, come le ciliegie, una tira l'altra. Ce n'è sempre una che ti manca. E Perchè è assolutamente necessaria, eclettica e versatile, indumento d'elezione per le mattine in cui apri l'armadio e non sai cosa mettere.


martedì 14 maggio 2013

Lo shopping ai tempi dei coupon.


"Lo shopping è terapeutico e per questo direttamente ricollegabile al nostro umore. Andiamo a far compere quando abbiamo bisogno di riflettere, passeggiamo fra i negozi con sguardo famelico, guardiamo le vetrine e fra una presa di coscienza e un nuovo paio di scarpe ritroviamo la serenità." Sonia T. Grispo, Come vivere alla moda.



giovedì 9 maggio 2013

Oggi per me solo una canzone.



C'ho provato. Ma oggi non ci riesco.
Perchè ci sono momenti in cui anche una come me, che scrivere e scrivere le viene naturale come bere un caffè appena svegliata, perde le parole. Perchè ci sono giorni in cui la frivolezza dà fastidio agli occhi.


lunedì 6 maggio 2013

Quando una sporty gilr non va in palestra.



Che non si dica che non sono una sportiva. Non andrò a correre tutti i giorni, e neanche in piscina, perchè poi si bagnano i capelli e il come-faccio è in agguato. Ma so fare shopping a livello agonistico, sfido chiunque.
E poi, sono perfettamente consapevole che i leggings non sono pantaloni, e che, quando scappano dalla palestra, devono essere accompagnati da un maxi-pull o da una over-tee. So anche abbinare una felpa ad una pencil skirt, con tanto di tacco alto. E su quei tacchi, so fare chilometri, io. Con al braccio una shopping bag che porta con sè il peso di tutto il mio mondo ambulante.
So indossare una sneaker e i pantaloni della tuta, appoggiando sulle spalle un tuxedo colorato. Ed ho nell'armadio quel giubbotto da cheerleder col numero stampato sul cuore, che non ho mai indossato, ma giuro-che-lo-farò. Con una gonna a pieghe e la coda da cavallo.
E so giocare senza barare, ma gioco duro se necessario. Come quando mi preparo per la maratona Sex & The City, quattro ore a disposizione e almeno dieci puntate da vedere.
Ora ripetetelo a voce alta che non sono una sporty girl, se ne avete il coraggio.



giovedì 2 maggio 2013

Datemi una gonna in tulle e vi dirò chi sono. E chi ero.



Ero appena cinquenne, non arrivavo a premere il pulsante del quarto piano in ascensore, ma avevo già la mia gonna in tulle. Una piccola ballerina, con le mezze-punte rosa e gli occhi vispi di chi sa che un giorno sarebbe diventata un'etoile.
Ma da allora, qualcosa è cambiato. Le scarpe, per esempio, ma non la curva del piede, che resta temerario in quella posizione, che poi tanto innaturale non è, visto che metà della nostra vita la trascorriamo elevate di almeno sei centimetri. I sogni nel cassetto, le icone di stile, Carrie Bradshaw che ha sostituito Carla Fracci.
Il body acetato licenziato a favore di un pull morbido, o di una tee, con sù scritto ciò in cui credo. Le gambe nude, al posto di quei collant rosa indefinibile che possedevano il fascino borotalcato di un mondo a tinte pastello.
Ed ho il mascara sulle ciglia, adesso. Ma sono sempre la stessa, e lei mi accompagna. Una gonna in tulle, di quelle che fanno la ruota se giri su te stessa, che basta indossarla, premere start sull'ipod e tutto torna com'era. Quando ogni cosa era possibile.


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