Acido Ialuronico Erbolario: L’intervista

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Molto nominato ma effettivamente poco conosciuto nell’intimo. Come quelle star di Hollywood, sempre in copertina, di cui si sa poco di quello che sono, nel carattere, nella vita, nei desideri. Perché non si comprende veramente quello che c’è dentro il cuore, fin quando non lo si intervista.

Poche domande. Risposte esaurienti. Per saperne di più su di Lui e per imparare a utilizzarlo. Al meglio.

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Tutti parlano di te, sei famosissimo, ma chi sei veramente?

Mi chiamano Acido Ialuronico, per gli amici HA. Sono uno dei componenti di spicco del tessuto connettivo della pelle, quello che si occupa della sua resistenza, dell’idratazione e del mantenimento della forma. Faccio questo lavoro da tantissimi anni, e lo amo moltissimo.

 

Descriviti in tre aggettivi.

l-erbolario-acido-ialuronico-fluidoSe dovessi scegliere solo tre aggettivi sarebbero: trasformista, generoso e collaborativo. Trasformista perché mi adatto alle esigenze delle donne,  infatti per L’Erbolario lavoro in tre forme: ad alto peso molecolare per creare una pellicola impermeabile sulla superficie dell’epidermide ed evitarne la disidratazione, a medio peso molecolare per trattenere l’acqua aldilà della barriera cutanea, e infine ad alto peso molecolare per interagire con la produzione di collagene. Generoso perché non mi risparmio mai, veicolo grandi quantità d’acqua, più ne riesco a portare meglio è per me. E collaborativo perché lavoro molto volentieri in team con altri colleghi, come ad esempio le cellule staminali da Rododendro Alpino e l’Olio di Ibisco, che mi hanno coadiuvato nell’ultimo progetto che ho portato a termine con successo.

 

A proposito di progetti: quali sono i tuoi desideri e le tue ambizioni?

Il mio progetto di vita è di evitare la formazione delle rughe e regalare alle donne l’eterna giovinezza, quanto più possibile. So che è molto ambizioso, ma ce la metto tutta davvero. Cerco di essere presente sempre, sia dirigendo i lavori nella costruzione del collagene che dell’elastina, creando una vera e propria impalcatura cellulare, sia agendo come filtro che trattenga smog, germi e batteri. E in ultimo, ma non meno importante, sono un cicatrizzante naturale per la pelle danneggiata e un assetato bevitore d’acqua, che restituisco volentieri agganciandone ogni molecola e integrandola nel derma.

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Ma non ti stanchi mai?

Sono infaticabile, è vero. Ma anche io subisco l’età che avanza. E’ per questo che ho bisogno di essere rifornito costantemente soprattutto nelle donne dopo i trenta. Le loro cellule che si occupano della mia produzione (i fibroblasti) si stancano, e a quel punto, sento l’assoluta necessità di un approvvigionamento cosmetico. Perciò, quello che chiedo alle mie donne, è solo di affidarsi ad un’azienda seria, come L’Erbolario per cui lavoro, utilizzando mattina e sera la crema viso a tripla azione da abbinare al fluido, e le capsule come integratore. E ovviamente di bere tanto, altrimenti io l’acqua da dove la prendo?

 

Ci stai raccontando del tuo ultimo lavoro, quello per L’Erbolario. Come si è sviluppato questa idea di collaborazione?

acido-ialuronico-lerbolarioAvevamo un’idea comune: l’importante è idratare. E su questo abbiamo lavorato, per educare le donne a bere tanta acqua e per progettare un sistema che mi permettesse di interagire con la loro pelle. Insieme abbiamo studiato un processo biotecnologico che favorisse la mia estrazione dal grano con l’ausilio di fermenti lattici, per poi infilarmi dentro ad una linea che mi è stata dedicata. Come ti dicevo prima, svolgo questo compito che mi è stato affidato con il contributo prezioso di altri due colleghi: le cellule staminali da Rododendro Alpino e l’Olio di Ibisco. Le prime mi coadiuvano nell’azione anti-age, il secondo è un emolliente e nutriente per l’epidermide.

 

Ringrazio l’Acido Ialuronico Erbolario per avermi concesso quest’intervista in esclusiva e gli auguro di portare avanti le sue ambizioni e tanti altri progetti a seguire.

 

Thanks to L’Erbolario press Office.

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