Avanguardia pura

Gli occhi che si aprono prima del trillo della sveglia. Le peonie. La camicia plaid con la gonna di paillettes. I fenicotteri in ogni dove, come litografie sulle pareti bianche e stampe sugli abiti. Il cioccolato fondente con i granelli di sale. I colori freddi distrattamente uniti al calore di un cognac. Il candore del bianco ottico in un cappotto d’inverno. Chloe Norgaard e la sua chioma rainbow. Cercare affannosamente la Nutella con il mio nome tra gli scaffali di un supermarket. Le ragazzacce diventate mamme, ma niente di serio. Il verde bosco come nuovo nero. Le case di modernariato e la ricerca di quei mobili con un’anima e un ricordo. Tre fashion bloggers al Grande Fratello che verrà. Il crop top d’inverno. Dimenticare il plateau. Il principe di galles come forma testosteronica della moda e il pied de poule come femminino. L’educazione. Il rosa Barbie senza comportarsi da Barbie. Il coraggio di cambiare profumo dopo dieci lunghi anni. L’onestà intellettuale e l’etica come modo di essere e di fare. Saper cucinare i cavolini di Bruxelles e i fiori di zucca. Osare un cappellino con la veletta. Pensare, non straparlare, ma farsi un’idea, senza la superbia di puntare l’indice. Avanguardia pura.

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