Cartoline dalla Sicilia

Saluti e Baci da Marzamemi

Quei vicoli dietro le case, che non hanno fine, perchè la loro fine è il mare. / E quando lo guardi il mare al tramonto, ti sembra di sentirla ancora quell’ultima Cialoma intonare dalle gole delle donne in attesa dei loro mariti. / E ti lasci rapire, da quella magia. / Come fossero sirene, ti lasci persuadere che sei libera davvero, che l’intenzione unica è quella di camminare fino a Campisi per comprare solo il tonno della mattanza e portarlo a casa. / Ma l’aria è fine. / Il vento gioca coi capelli e fa strada. / La testa è stordita dai raggi della mattina a San Lorenzo, laddove il mare è più blu e luccica sugli scogli. / La pelle è confusa e inondata di sole. / E l’abbronzatura crea l’estrema convinzione di essere assolutamente favolosa. / Che quei pizzi nelle boutique dentro le case sono quel barocco che ti serve, come la cremolata a fine pasto. / Che fai parte di questo piccolo mondo antico. / Dove anche la luce entra nella piazza chiedendo il permesso. / E tu fai lo stesso. / Posso entrare? / La porta azzurra è aperta, le borse appoggiate sulle sedie e allo stipite dell’ingresso. / Una tenda di macramè dove nasconderti dalle buone intenzioni e assaggiare quella sicilianità sulle stoffe degli abiti. / Sentirne il profumo. / Comprendere che ti appartiene, quell’odore di Sicilia antica. / Come quel vestito. /

A Marzamemi tutte le strade portano a mare.
E da Elio Fronterrè, a quanto pare.

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