Collectif: Vita da Pin Up

Garbo. Ci vuole garbo. Necessario tanto quanto il presenzialismo di un rossetto rosso opaco sulle labbra da mattina a sera. Almeno due petticoat per gonfiare le gonne a ruota come fossero panna montata. Un pizzico di malizia confuso con l’eyeliner nero e le curve giuste al posto giusto, che se non ci sono ci penserà un push-up nascosto timidamente tra i bottoni di una camicetta bon-ton. Pudica e chiusa fino al collo. O irriverente a scoprire le spalle in uno scollo bardot.

Ci vuole la pazienza di imparare davanti ad uno specchio come si fa ad allacciare una bandana sulla testa senza farla scivolare. Un paio di cinturine sottili che plasmino l’illusione di un vitino da vespa e le decolletè mezzo tacco. Almeno un abito tubino e il tempo libero di indossarlo davanti alla vetrina di una gioielleria in quei giorni in cui ti prendono le paturnie, con la dolceamara consapevolezza che i diamanti prima dei quaranta fanno volgare. Servono i collant con la riga e i bigodini, che possiedono quel retrogusto delle cose di una volta, nostalgiche e familiari. Un jeans con la vita alta, i doppi bottoni e la gamba a palazzo e un altro dal denim scuro e fitto, corto appena oltre il ginocchio, che fa tanto vacanziera a Capri. Una buona dose di coraggio, per tagliare una frangia a sorriso, laddove non arrivano le sopracciglia. E tanta voglia di ciliegie, fiori, quadretti, pois e fenicotteri rosa, le uniche cose che rendono speciale una vita ordinaria.

Collectif: Il sito.

Tutto questo per dirvi che per caso, nella navigazione di una mattina in solitaria tra le acque dello shopping on line, mi sono arenata qui: www.collectif.co.uk. E non volevo più andar via.

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