Comprare una Chanel online: peripezie & consigli.

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Vorrei raccontarvi una storia: la storia di tutte e la storia di nessuno. La storia di una ragazza che vuole a tutti i costi una Chanel. La chiameremo Giulia, con la consapevolezza che siamo tutte Giulia. E che la fregatura è dietro l’angolo, soprattutto on line.

Giulia non è ricca, è una ragazza normale. Ed ha un sogno: comprare una Chanel. Nera o rossa, gst o jumbo fa poca differenza ai fini della storia, quello che conta è che sia originale. Che possa permettersela, perché di certo non ha la possibilità di investire tre/quattro stipendi nell’acquisto. Lo farebbe anche di mangiare pane & cipolla per sei mesi, ma non può. Perciò decide di cercare il suo sogno tra le proposte del second hand. Cerca e ricerca, la trova. <<Costa solo 700,00 euro>> pensa. <<Posso farcela.>> E poi arriva a casa una bel bidone. Perché?

Perché Giulia commette errori che si potevano evitare. Perché non bisogna aver fretta. E perché, per comprare una Chanel online, compie diversi passi falsi:

  • Si abbandona al luogo comune: i falsi costano poco, pochissimo. E’ vero se si tratta di oggetti palesemente contraffatti, ma il nuovo mercato dei fake è diventato furbo. Furbissimo. E alza i prezzi, come per ribadire l’autenticità e buttare fumo sugli occhi.
  • Si fida di un privato. Che sia Depop o Ebay, poco importa. Giulia non è così esperta da potersi permettere una scelta di questo genere. Avrebbe dovuto spulciare solo tra i negozi accreditati che vendono online, anche su Facebook, ma con tanto di P.Iva e rinomanza. Che ci mettono la faccia e la reputazione, ecco.
  • Non legge bene l’inserzione. La borsa puzza di “made in Cina”. Nelle inserzioni serie c’è sempre scritto “l’oggetto proviene da una casa no-pets e no smoke”. Che poi non sia vero e che ci sia un pelosetto in quella casa è ininfluente, serve solo ad assicurarsi che l’odore e le condizioni siano buone.
  • Non si informa abbastanza. Chi è questo venditore privato? Quanti feedback ha? Perché la vende? Credere alla storia del regalo ricevuto e mai indossato è una favoletta per citrulli. Chi riceve una Chanel se la tiene stretta.
  • Si accontenta delle foto scattate con il cellulare. Tutte noi sappiamo come sta bene una Chanel sotto braccio, non serve il selfie allo specchio. Piuttosto foto in HD, i particolari, i dettagli con e senza flash per vedere come il pellame riflette la luce. La leggenda del non-ho-una-fotocamera è vecchia e poco credibile.
  • Confida nella buona fede. Le dicono che la borsa non ha card né codice seriale perché è risalente ai primi anni ottanta. Ma è stranamente nuova. E non è un colpo di fortuna.
  • Confida nella buona fede (parte seconda). Crede alla frase: “Il cellophane sui manici l’ho messo io per proteggerla”. Si certo.
  • Confida nella buona fede (parte terza). “La borsa viene da Tokio”: è un modo per dare più enfasi all’acquisto in sicurezza, perché è noto che in Giappone ci sia un vero e proprio commercio di venditori serissimi e power seller di second hand. Ma le spese di dogana che ammontano a circa il 30% del totale compreso di spedizione chi le ha pagate?
  • Non fa autenticare la borsa prima dell’acquisto. Ci sono diversi metodi per ottenere un consiglio o un’autentica vera e propria, alcuni con tanto di certificato, ma sono a pagamento e la cosa è spesso sottovalutata e considerata uno spreco. La verità è che si tratta di piccole cifre che fanno risparmiare soldi buttati e tempo inutile. Etinceler, per esempio, è uno di questi. Ma le foto devono essere in HD, perché nessuno si prende la responsabilità di dare un parere sulla base di niente.
  • Paga con postepay. Grande errore da sprovveduti. E’ come se fosse un  contante, senza filtri né sicurezza. Solo paypal può dare la certezza di un rimborso totale e indolore. Solo paypal ci protegge davvero, in caso di smarrimento dell’oggetto (chiamiamolo così, sarebbe più corretto denominarlo non invio) o di fake.

Morale della storia: comprare una Chanel online è facile, quello che è difficile è non farsi imbrogliare. Perciò occhi non solo aperti, ma spalancati. Un pizzico di intuito e uno di malizia.

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Eh brava Giulia, sempre a chiederti come mai… Vasco Rossi.

 

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