Corri ragazza corri (e spennella Somatoline)

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A moment on the lips, a lifetime on the hips.

E ve lo traduco pure, nel caso faceste finta di non aver dimestichezza con l’inglese. Nel caso facciate parte di quella categoria del dopo lo faccio, tanto per ora ho ancora sù i collant. Qualora siate quelle del -da quest’anno vado in palestra, ho pure comprata una tuta- ma quel mese per iniziare non arriva mai. E passa Ottobre e poi a Natale comincio, e poi ancora a Gennaio e Febbraio fa troppo freddo, fino ad arrivare a Maggio, con ancora il margarita in mano, a promettere con una mano sul cuore e l’altra sulla 2.55 vintage che da domani qui si cambia vita. Che lo yogurt prenderà il posto della nutella e che giuro che il succo d’ananas sostituirà lo spritz. Nel caso siate solite farvi del male davanti allo specchio all’alba dei primi soli di giugno provando il bikini giallo acido, che si sa, la pelle diafana di certo non aiuta. Anzi.

Nel caso in cui facciate quello che faccio io, in pratica. Ve lo traduco.

Per un momento sulle labbra, dopodichè ve lo ritroverete sui fianchi.

somatoline-kitQuindi, il rimedio c’è e non è ancora troppo tardi. Deponete i cucchiaini e cominciate la maratona, ma non quella al lungomare con l’ipod alle orecchie che non c’è più tempo. Mettete giù il cocktail e usate le dita per massaggiarvi, solo una volta al giorno, ma senza fretta. Pizzicottatevi e schiaffeggiate la pelle dalle ginocchia alla pancia, senza dimenticare il didietro quasi a volervi punire (ma non serve a quello, semmai a riattivare la circolazione che avete dimenticato di avere). Strofinate energicamente prima il siero Somatoline attivatore dal basso verso l’alto e poi la crema liporiducente. Cercate aiuto in una canzone che vi gasi, se posso permettermi “don’t stop me now” dei Queen potrebbe fare al caso vostro. E frizionate senza fermarvi, per 15 minuti al giorno.

Siamo ancora in maggio perciò, se i conti tornano, avete ancora circa 6 settimane davanti per questo trattamento urto. E soprattutto credeteci. Credeteci e fidatevi delle tre C che servono per superare una prova, come ripeteva il mio prof di chimica all’università: comprensione (perché bisogna riconoscere il problema), conoscenza (per capire quel è il metodo giusto) e “culo” (a voi l’ardua scelta di intendere quest’ultima C come fortuna o come didietro da rimodellare). Che poi si tratti di un’esame all’università o della prova bikini, non fa molta differenza.

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Thanks to Isabella Errani press Office.

Credits Tumblr.

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