Fili di lana

– Avete presente la teoria della pallina e del piano inclinato? –

Come fili di lana, quando ne tiri uno, per sbaglio o per diletto, il destino va da sé e non puoi più arrestarlo.

Accade che cerchi quello stivale nero dalla tomaia dritta e ne trovi uno blu dal carattere hippie-chic, e pensi che proprio ti serviva perché c’è troppo poco blu nel tuo armadio. E ti chiedi come hai fatto a non averlo capito prima, semplicemente succede. Come succede che poi ti accorgi di non avere una borsa che ci sta e la ricerca di porta lontano, dove non sapevi di arrivare. Esci con la città, tra le vetrine illuminate di un quasi Natale dicembrino e comincia a piovere nello stesso istante in cui tu cominci a correre. E ti piace quella sensazione umida sul viso, è libera e familiare come le lacrime. Ed è in quel tempo che capisci di essere davvero felice, quando la pioggia potrebbe celare il pianto in mezzo alla gente e invece ridi. Ridi e corri, cercando riparo. Un negozio mai scoperto. Una traversa del centro da cui si vede il mare, blu, che ti manca come i capelli secchi d’estate, e la salsedine, e i fiori di cotone sulla pelle. E pensi. Ti fermi, scrivi, WhatsAppi, quello che ti viene. Con il menefreghismo di un’azione a cui verrà reazione, ma non importa. Senza fermarti e senza fermare l’emozione finchè il cielo la nasconderà. E quando il sole ritornerà, ma non sarai più la stessa, quel telefono che tieni in mano sarà lo stesso, ma non tu. Sarai un’altra, con un destino riscritto e con un paio di stivali blu. Con altre vie e vicoli da percorrere, senza una borsa da abbinare. Una che non avrà mai i paio di stivali neri dalla tomaia dritta. Una che avrà altre storie da raccontare. Amiche. Amori. Progetti. Novità. Destini, come fili di lana tirati per sbaglio o per diletto. Quando il destino va da sé e non puoi più arrestarlo.
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