Giornaliste vs Bloggers. Vi racconto un aneddoto e vi dico la mia.

Ancor prima di cogliere in un pugno di parole i miei pensieri su questo argomento che ha coinvolto il web2.0 come un ciclone, volevo raccontarvi un aneddoto. Un episodio che vi farà sorridere, ma allo stesso tempo comprendere che la verità sta nel mezzo. Le giornaliste non hanno tutti i torti, ma hanno le loro ragioni anche i bloggers. Alcuni bloggers, per meglio dire. Perchè i bloggers non sono tutti uguali.

Settembre 2011. Epoca di FW femminile, passerella di Frankie Morello. Confusione, calca, folla. Ricerca di un posticino dove infilarsi per scattare foto decenti e non dar fastidio a nessuno. Perchè Io non rubo i posti. Avevo uno standing, salgo le scale fino all’ultima fila e mi ritrovo casualmente ad ascoltare la discussione tra due giornaliste accanto a me inasprite dalla situazione. Sono due donne sulla quarantina, due che scrivono da tempo, che ne hanno fatto un lavoro serio, di sacrifici e gavetta. Parlano confabulando di un tale blogger poco conosciuto, un ragazzino, seduto in prima fila tra le starlette del giorno e i direttori di testate. Un tale denominato Ciccio Pasticcio. “Lui è sempre ad ogni passerella, si siede laddove dovremmo star noi tra almeno un decennio” dicono. Allorchè, chiedo scusa, assalita dalla vergogna. Mi presento e chiedo scusa.
A nome della categoria bloggers o fashion bloggers come si preferisce chiamarci. Io non sono così ed ho sentito la necessità di dirlo, le parole fluivano da sole dalla mia bocca.
Chiedo scusa e mi vergogno, ma è la vita non la Moda. Nella vita ci sarà sempre qualcuno che fa il furbetto, ci sarà sempre il maleducato, il raccomandato. Colui che sul tram soffia il posto alla vecchietta o che al cinema si siede al tuo posto, nonostante tu lo abbia prenotato un mese prima.
Perciò, non facciamo di tutta l’erba un fascio, vi prego. C’è chi va alle sfilate per farsi fotografare, chi va per lavoro e chi va per passione. Da qualche tempo, ci sono anche i bloggers, ma non è corretto fare insiemistica.
Lascio a voi il compito di giudicare il mio, con la consapevolezza della mia educazione e del mio amore per questo lavoro.

23 Comments

  • Sabrina scrive:

    Assolutamente d’accordo con te, Laura.
    Un bacio
    Sabrina

  • dbstyle scrive:

    Anche io mi sono interro gato sul fenomeno BryanBoy e lo seguo spesso, ma piu’ per sapere cosa e come fa le cose che per ammirazione. Non so di quali giornaliste tu stia parlando, ma il fatto di contestare la prima fila mi sembra di poco conto, visto che, amio parere basta avere un posto decente per la sfilata ( e non instanding come noi :((()
    Inoltre se tali blogger sono alla ribalta dipende anche dalle strategie (!) di marketing degli stilisti. Fare pero’ serie A e serie B certo non e’ bello.
    Ammiro molto Prada che invecespesso costruisce la passerella in modo da mettere tutti in prima fila e far fare ai blogger quello che devono fare ( a Tokio un mese fa, gli ha piazzato un cameramen vicino e ciscuno personalizzava la sfilata!).
    Ci sono blooger e blogger ma anche stiliusti e stilisti.

  • MaRa scrive:

    E come darti torto? E’ la dura legge della vita! C’è chi fa tanta gavetta, fa “nel mazzo” per imparare e sognare di diventar qualcuno, e c’è anche chi fa quello che fa solo per pura passione senza voler soffiare il posto a nessuno. Il problema è che per i furbetti e raccomandati pagano sempre e solo le persone corrette.
    Baci

    MaRa

    http://thesweetbeauty.blogspot.com

  • Gramigna scrive:

    tu sei la migliore e lo dico davvero col cuore,c’è delle gente che è convinta di essere fashion blogger che fa uno schifo!Fai bene a distinguerti perchè ne uscirai a testa alta!

  • Anonymous scrive:

    Si ma… come ti hanno risposto le giornaliste? Io sono laureata in scienze della comunicazione e mi sto specializzando; scrivo per 2 soldi su una testata registrata per diventare pubblicista e avere il dannato tesserino… sai quanto vorrei essere invitata alle sfilate e scrivere articoli sull’argomento?? Sono una ragazza carina che ama la moda, ma non mi va di aprire un blog, pubblicare i miei outfit e farmi criticare dalla gente. Non perché ho paura, ma perché non ne avrei il tempo, tra il lavoro e lo studio, ne la voglia… ho persino contattato la redazione di donna moderna, la camera della moda, etc etc… dando loro tutte le mie referenze… mai contattata! Devo forse inviar loro una foto per essere accettata? A quanto pare si! Credimi Laura, nulla di personale, ma tu ( come tutte le altre 100 blogger ) sei una farmacista, hai il tuo lavoro e sei riuscita ad affermarti anche nella tua passione, e io che amo questo lavoro ucciderei per fare quello che hai fatto tu. E te sei una di quelle brave, che cura il blog, che sa scrivere davvero bene. E hai la mia stima! Ma ci si arrabbia … anzi, se hai da darmi qualche consiglio su come fare per avere un pò di considerazione, scrivimi : vanessasalsetta@yahoo.it. Un bacio

    • Le giornaliste mi hanno detto di essere stufe di questi comportamenti, con me sono state molto carine e contente di conoscermi. Credimi, non è facile neanche tra i blogs, ho pensato cento e più volte di chiudere perchè esporsi presuppone essere criticati ed a volte anche troppo giudicati. Io lo faccio per passione, non so se diventerà mai il mio lavoro ufficiale, ma ti dico col cuore in mano che questo era il mio sogno. L’unico consiglio che nel mio piccolo posso darti è di non mollare, di continuare e di studiare. Aprire un blog non significa necessariamente e solo fare outfit post, potresti creare una vetrina che ti serva da presentazione, per scrivere dei pezzi da far conoscere…pensaci. Se ci tieni così tanto, potrebbe davvero essere un trampolino. Anche io a volte mi sento stanca, scrivo di sera dopo una giornata di lavoro, rispondo a tutte le mail. Ma è una passione e come tale mi appaga e ripaga di ogni sacrificio fatto. Spero che continuerai a seguirmi e Grazie.

  • The Dress Rules scrive:

    Laura hai pienamente ragione, sono tanto contenta di averti potuto conoscere e sai quanta stima che ho per te! spero di vederti presto!un bacione kya

  • Laura, te l ho scritto in un commento anche l’anno scorso: i tuoi report delle sfilate sono sempre i migliori, precisi, dettagliati, è piacevolissimo leggerli. Tu vali.

  • purtroppo, di persone non oneste o comunque non pulite ce ne sono fin troppe. hai avuto davvero un gesto carino nei confronti delle giornaliste (e, più in generale, della loro categoria).. :)

  • smilingischic scrive:

    Come sempre.. carissima Laura…. perfettamente d’accordo con te! Un abbraccio

  • fashion scrive:

    Pienamente d’accordo con te cara!!!Kiss

  • Dαddα scrive:

    BRAVA. PUNTO :)
    bacioni

  • Pienamente d’accordo!! Io ho avuto la fortuna di assistere a due sfilate della settimana della moda come inviata di Donna Moderna. Sono stata in piedi e solo poco prima dell’inizio della sfilata, uno della sicurezza ha detto a me e ad altre ragazze che alcuni posti non erano stati presi e che potevamo sederci. E comunque un binocolo avrebbe fatto comodo! Ma, ehi, la gioia di essere lì fa passare tutto!!!

    Un bacio
    http://onceupontimeblog.com

  • The Chic Etoile scrive:

    Ciao Laura!!!
    Secondo me,le giornaliste non dovrebbero assumere questo atteggiamento..in quanto non sono le fashion bloggers a togliere loro il lavoro,bensì le case di moda stessa…che in alcuni casi,facendo un discorso mediatico preferiscono magari un “BRYANBOY” o una “Chiara Ferragni”, ad una giornalista.
    Quindi al posto di prendersela con ragazze,come noi, che comunque hanno la passione per la moda e a cui piace scrivere di moda (quanto loro) dovrebbero prendersela con le case di moda stesse.

    BACIONI LAURA!!!

    http://thechicetoile.blogspot.com/

  • Anonymous scrive:

    il vero problema è ben diverso, i blogger rischiano di rovinare molto il mercato se continuiamo così, il “ciccio pasticcio” di cui parlavano le giornaliste, non è Bryanboy (che può piacere o non piacere però è noto e porta pubblicità alle case di moda) ma un ragazzino senza arte né parte che di moda ne sa sicuramente meno non solo delle due giornaliste che hai incontrato tu, ma di quasi tutti i presenti alla suddetta sfilata, è capace solo di scrivere sono stato qui e sono stato li, mi è piaciuto questo e non mi è piaciuto quello, ma senza argomentare la faccenda, morire se ha mai scritto una review di una sfilata! e la colpa e di blogger come la ferragni, che di moda ne capisce come il due di picche ma è diventata un personaggio e le ragazzine la osannano perché ogni sfilata a cui va è solo un altro evento, e non importa se non è nemmeno capace di capire cosa c’è dietro, io sono uno stylist, nella moda ci lavoro e alle sfilate ci vado perché fa parte del mio lavoro, e vi posso assicurare che ogni tanto vedere queste sceme che fan le fighe e poi non sono capaci di dire niente di più di “ci sono molti pezzi che vorrei perché rispecchiano il mio stile” mi fa chiedere a me stesso se non stiamo perdendo completamente la ragione.
    vi lascio un piccolo aneddoto, per darvi un’idea di cosa sta succedendo; l’altro giorno ero nello show-room di un marchiio abbastanza noto, parlavo con la cappa dell’ufficio stampa e mi dice : si ma la tale blogger da noi non viene mai; al che io dico che visto il tipo di clientela non è nemmeno il caso di invitarla perché non rispecchia per nulla il marchio, e la sua risposta è stata: si ma la pubblicità sarebbe enorme, potrebbe esserci utile.
    insomma, non solo i servizi di moda dipendono in tutto e per tutto dagli stilisti che pagano di più, adesso i brand devono avere anche il terrore dei blogger, non stiamo un attimo esagerando?

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