I precetti della shopaholic per bene

Riuscire a scindere nettamente ciò che si deve avere nell’armadio da ciò che vogliamo avere è un’ardua impresa, soprattutto in quest’epoca moderna, in cui, oltre alle vetrine luccicanti dei negozi che ci invitano ad entrare con voce silenziosa ma per noi quasi lirica, ci sono anche le boutique on-line, le quali insidiano la nostra ferma volontà del compro-solo-quello-che-mi-serve anche tra le mura domestiche. E voilà, non per colpa nostra, ma solo perchè non si può essere così forti da resistere a tutto, ci ritroviamo con la cabina armadio traboccante di abiti mai indossati, accessori volutamente eccentrici, e qualsivoglia oggetto non proprio nelle nostre corde. Ma non è colpa nostra. E’ solo che nessuno, mentre stiamo procedendo in quell’acquisto sfrontato dell’ennesima cosa inutile, ci ha mai svegliati da quel sonnambulismo diurno. Sonnambulismo, si, perchè di questo si tratta. Non so quale corso di ipnosi speciale abbiano frequentato i vetrinisti che si occupano delle boutique, on-line e reali, ma il vero è che riescono ad ammaliare la vocina razionale della nostra mente e metterla a tacere. Quindi per voi oggi ci sono io, mi immolo io, mi travesto da vocina virtuale e vi dico: stampate questa pagina e createne un mega-post-it da appendere dove volete, in modo da rileggerlo qualche secondo prima che l’ipnosi prenda il sopravvento. Ma attenzione, la tempistica è importante: dovete leggerlo prima dell’incantesimo, altrimenti dopo non ci sarà più niente da fare.

Ciò che veramente conta, quello che vi serve davvero per essere perfette e creare uno stile, sono pochi pezzi

facilmente mixabili e combinabili tra loro. I passepartout della moda, alcuni capi base che devono essere accolti imprescindibilmente nel vostro armadio, sempre qualora non ci fossero già. Senza arrecare scuse del tipo “ho tempo per comprarli” ,oppure ” in questo momento c’è in sconto quel cappello strano che mi è sempre piaciuto”. No, assolutamente no. Ciò che deve avere la priorità assoluta sono in ordine un tubino nero classico per sentirvi un po’ Audrey odierne, un rossetto rosso che fa tanto vamp ( meglio ancora se è Dior e puoi richiederne un campione gratis direttamente da qui ) , un paio di pumps tacco 13 da alternare ad una coppia di stivali comodi e glam in egual misura (cercateli, si trovano, ma niente tacchi altissimi! ) , una camicia biancolatte in seta, almeno due dolcevita in soffice cashmere ( in questo caso vi concedo la scelta del colore ), un pantalone garcòn taglio maschile in tinta unita o gessato, un blazer dai toni neutri da indossare su abitini e jeans in lana rasata ( consigliatissimo Zara ), e per finire, una borsa importante, di quelle che ovunque la metti sei vestita. E se avete qualche soldino in più da spendere nonostante la crisi, aggiungo un cappotto di MaxMara, colui che mi piace definire Il Cappotto, un modello a vestaglia rigorosamente cammello, che indosserete per il resto delle vostra vita, da qui a ottant’anni ( vi auguro anche più! ). Ora rilassatevi, abbiamo finito con le raccomandazioni. Ma se qualcuna delle icone elencate manca nel vostro armadio, poi non vi lamentate se dovete uscire vestite solo di quel cappello eccentrico che avete acquistato perchè era in sconto.

11 Comments

Rispondi a The Vogue Advisor Annulla risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*