Il Manuale di Laura: Io mi trucco da sola.

C’ho provato, non è che non c’ho provato. Diverse volte, per dirla tutta. Seduta su uno sgabello alto e scomodo della postazione YSL della Rinascente, quando invano ribadivo che quel famoso Touche Eclàt non sarebbe stato il correttore giusto per coprire le mie occhiaie, e mi ritrovai tutta illuminata e grigiastra. Con una sfumatura sugli occhi favolosa, ma incorniciata da un contorno occhi che io continuavo a vedere tortora.
Poi fu il turno di MAC, alla Coin. Mi innamorai del Pro Longwear, dell’unico concealer all’altezza di quelle mezze lune viola sotto gli occhi, colui che appena steso ti fa dire “wow” davanti allo specchio.
Ma non finì lì, ovviamente. Due, tre, quattro, cinque ombretti insieme, poi eye liner e matita sotto le mani abili di un makeup artist, che sentivo arrivare fin sotto la mia arcata sopraccigliare. Dubbiosa ma fiduciosa, uno sguardo allo specchio e mi ero reincarnata in Moira Orfei, che non è una bella sensazione.
Ma non me la presi, con la promessa che non sarebbe più successo, mai più.

Ma mai dire mai, se non hai mai provato il trucco sposa. Ecco quello è il peggiore. Quello che pretende le unghia ricoperte di gel e il visino tutto rosa e sbrilluccicante. E non so a quante prove trucco mi sono sottoposta, quante volte ho subìto l’ombretto bianco sulla mia pelle ambrata dal sole, il fondotinta sbagliato e il fard rosa chiaro, perchè quello è il trucco sposa.
Il visagista di Diego Dalla Palma che tracciò una linea di eye-liner così grossa e corta da far sembrare rotondi i miei occhi naturalmente da cerbiatta.
Ed allora la svolta: mi trucco da sola. Quattro parole in fila che mi hanno cambiato la vita. Il rifiuto del convenzionale, delle regole della ruota dei colori, del protocollo sposa, evento serale e quant’altro ancora.
Io mi trucco con i miei colori, quelli che mi fanno stare meglio, con i miei metodi poco magistrali. Con il Matt Touch Fondation di YSL color biscotto se sono abbronzata, anche per il mio matrimonio, quando un ombretto bronzo sostituì il rosa pallido, e la terra il blush confetto. E non ci sono azzurri nella mia trousse, e nemmeno eye-shadow borgogna come pretende la colorologia per il verde dei miei occhi. C’è il nocciola, il dorato, il bronzo e il grigio metallico. Ci sono tutti gli spunti per fare uno smokie eyes, ma senza seguito di lipstick beige-nude che su di me fa tanto zombie, semmai un corallo chiaro e trasparente. E ci sono tanti rossetti rossi, magenta, fucsia e rosa, grintosi e mat, perchè quella è una mania, ma le matite labbra no, quelle non sono pervenute.
Perchè se non sono io stessa a vedermi bene quando riflessa, non potranno farlo gli altri spettatori. Se non sono me stessa anche sotto strati di makeup, non ha senso truccarsi.

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