L’ultima riga delle favole.

«Se desideri una cosa e pensi veramente di meritartela, smetti di chiederti perchè gli altri non te la danno. Alzati e vai a prenderla. ~ M. Gramellini.»

E’ così che deve andare ed è così che devi andare. Correndo.
Verso tutto ciò che non pensi di ottenere. Verso l’impossibile. Verso le cose difficili, che facciamo prima a farcele da sole.
Come la piega quando non c’è il parrucchiere, imparare. A fidarci dell’istinto e della volontà insita dentro di noi che sappiamo spennellarci di mascara senza specchio. Della capacità. Del fatto che siamo più resistenti di quanto si possa immaginare. Siamo forti. E cocciute. E sappiamo anche aggiustare quel faretto che aspetta Mr Right da troppo tempo per essere sostituito. Con il libretto delle istruzioni in una mano e un tutorial in modalità play sullo schermo del pc. Ma possiamo farlo e farlo bene.
Come imparare l’inglese madre lingua sedute sul divano a sorridere per la voce originale di Carrie sottotitolata in italiano. Captando cosa dice ogni giorno di più.
Fino alla battuta finale. Fino all’ultima riga delle favole, quando -fine- diventa difficile da pronunciare. Fine, comincio da capo. Possiamo farlo. Prenderci tutto ciò che vogliamo da sole, sai che soddisfazione. Una per volta, una ad una. E poi fine, ricomincio da capo.
Come un libro e la sua ultima riga. Come se non fossimo altro che favole da leggere d’un fiato. Correndo. Cadendo a volte. Rialzandoci poi. Con i tacchi alti e le caviglie gonfie, ma felici. Andiamo a prenderci ciò che vogliamo. Davvero.
A tutte quelle che: -dai, buttati che è morbido.-
A chi vuole essere una favola.
E vuole correre. Veloce.

1 Comment

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*