La faccenda pelliccia.

E’ poca cosa definirlo tema scottante. Davvero poca cosa. Ed è difficile parlarne su un blog.
Ma mi rifiuto di essere una di quelle blogger che indossano le loro pellicce nella vita reale, guardandosi bene dal pubblicarle in quella virtuale. A me non interessa cercare consensi compiacendo l’opinione di tutti e sfruttando la via più facile: fare finta che la questione non sussista. Vorrei solo creare uno spunto di riflessione. Uno spunto, non una polemica.

Se ne parla, se ne è parlato e se ne parlerà ancora. La storia e la letteratura ci insegnano che fu il primo vestito, quando l’unico accessorio era una clava, ci si copriva dalle intemperie e si esibiva la propria superiorità tra i membri della tribù.
Ma adesso viviamo nel mondo moderno, direte voi. Ed anche questo è vero. Come è vero che chiunque ne ha una nell’armadio, anche se non la indossa per principio. E che apparteneva alla mamma, alla nonna o addirittura alla bisnonna. Insieme a tutto il resto di accessori in pelle, camoscio, rettile, e chi più ne ha più ne metta.
E poi ci sono i video. Quelli sulla vivisezione, sullo scuoiamento di quelle povere creature uccise e torturate solo per diletto. Ed il mondo si scinde in due: da una parte gli animalisti, che urlano alla strage, dall’altra chi preferisce non vedere. E continua ad indossarle.
Sarebbe ora di finirla, penso io. Sarebbe ora di non uccidere altri animali perchè di pellicce in giro ce ne sono già troppe. Anche basta.
Ma credo anche che, quelle che oramai ci sono, ci sono. E non è un pensiero superficiale, è solo realistico.
Non si possono riportare in vita quegli animali che abbiamo negli armadi, come non si può non ammettere che l’uomo resta e resterà sempre un predatore vanitoso. E che la moda continuerà ad usarle. Si può solo evitare che accada ancora, non creandone di nuove. Ed i designers moderni potrebbero riutilizzare le innumerevoli stole vintage e rielaborarle, senza provocare altre stragi ( si chiama riciclo dei materiali ). Ecco, questo sarebbe un buon compromesso.
Perché, altrimenti, non dovremmo neanche indossare le nostre amate borse in pelle, le cinture, le giacche. E uscire in pieno inverno con le scarpe di pezza. E diventare tutti vegani. Un’utopia.
La verità è che non ci si può nascondere dietro un dito, non basta lavarsi la coscienza indossando pellicce ecologiche. Siamo tutti colpevoli, anche solo desiderando una Chanel in pelle d’agnello o una Prada in cervo.

17 Comments

  • Anonymous scrive:

    analisi lucida con cui concordo pienamente. Sara Nu

  • Il vero problema è che le industrie tessili non hanno voglia di fare ricerca per creare pellicce sintetiche di altissima qualità da impiegare nel mondo del lusso. E inoltre sono le stesse clienti, legate a vecchi cliché, che pretendono di avere la pelliccia vera. Io penso che finché qualcuno non dà il buon esempio raggiungendo dei livelli qualitativi altissimi, continuerà la carneficina. Ci sono anche aziende come Hermès che si sono mobilitate contro i bracconieri costituendo dei veri e propri allevamenti di alligatori pregiati per ridurre il fenomeno della caccia, ma il problema è che alla fine li ammazzano comunque. Il futuro sta nella ricerca tessile, finché non si capirà questo, non si potrà andare avanti seriamente. Tema scottante, ma dobbiamo parlarne.
    Buona giornata!
    Alessandro – http://www.thefashioncommentator.blogspot.it

  • Alessandra Pepe scrive:

    Sono d’accordissimo con Alessandro. Ed Hermès non è il solo, ci sono altri brand che hanno deciso di seguire la strada di allevamenti privati, ma il problema si pone lo stesso. Così come si pone quello che hai espresso tu, stando ai ragionamenti animalisti dovremmo diventare tutti vegani e contraddire la storia dell’evoluzione umana (anche l’homo sapiens cacciava per nutrirsi e mangiava carne).
    A me personalmente non piacciono le pellicce, però riconosco la differenza tra un capo in pelle e uno in ecopelle e tendo a scegliere i primi per durata e qualità senza sentirmi un mostro. Probabilmente sbaglio e di certo se si facesse un po’ di ricerca in più e venissero studiate delle vie di mezzo tra la pelle e l’ecopelle scadente (che non mi vengano poi vendute ingiustificatamente a cifre folli come la Falabella di Stella McCartney), rivedrei la mia posizione e cercherei di essere una consumatrice più consapevole.

    Brava per aver sollevato l’argomento! (io qualche tempo fa ho subito un “attacco” di commenti animalisti dopo il reportage della sfilata di Simonetta Ravizza, ho lasciato l’unico educato, gli altri, pieni di insulti, sono stata costretta a cancellartli!)

    Alessandra

  • Nero scrive:

    Il punto della tua analisi è che è incompleta e non molto approfondita. Letta così, velocemente è sicuramente ragionevole ed’è facile darti ragione ma la verità è che pelle e pelliccia sono due cose totalmente diverse, così come diventare vegani non c’entra un piffero.

    Mi permetto di esprimere il mio punto di vista su pelle e pelliccia e darti magari qualche altro spunto di riflessione.

    La pelle è già un materiale di riciclo. La pelle che troviamo in commercio e che poi compriamo sotto forma di borse e stivali solitamente è pelle bovina ed’è uno “scarto” dell’industria della carne. Quando al mattatoio uccidono una mucca questa viene privata della pelle per poi poter mandare la carne nei supermercati. Non comprare oggetti in pelle non farà diminuire il numero di mucche uccise a meno che non si cambino anche le abitudini alimentari.
    Fanno eccezione le pelli di animali non commestibili ovviamente [tipo rettili].

    La pelliccia è un materiale NON di riciclo. Animali vengono allevati e uccisi esclusivamente per le loro pellicce. Queste vengono poi vendute e tutto il resto dell’animale [spesso ancora vivo siccome per alcuni tipi di pelliccia è preferibile non uccidere l’animale – ergo lo si scuoia VIVO senza anestesia nè nulla] viene buttato [e queste pile di bestie nude sono lasciate là a morire lentamente].

    Ora, non scagliarsi contro questa cosa secondo me è impossibile.
    Il pensiero che un animale possa essere ucciso esclusivamente per creare oggetti di moda è secondo me intollerabile per ognuno che ci si fermi a pensare qualche minuto.
    Come ho detto, la pelle è un discorso opinabile. Non è quella la causa primaria della morte dell’animale, è un modo per utilizzarlo tutto.

    Io personalmente sono vegetariana e adoro il look di pelle e pelliccia, il risultato è che compro tutto finto.. e quando la gente mi vede non se ne accorge MAI e fa domande di continuo sul perchè una vegetariana porti la pelliccia.
    Questa è l’ennesima riprova che è stupido continuare a dire che la qualità è diversa e che bisogna continuare ad usare capi veri, la qualità è talmente simile che probabilmente solo Karl Lagerfield riuscirebbe a capire se una cosa è vera o no.. e questo vale anche per il contrario. Spesso ho parlato con persone che hanno comprato pellicce a cuor leggero pensando fossero finte e invece sono vere proprio perchè a tatto e a vista non le sa riconoscere NESSUNO. Lo so che quest’ultima sembra una boiata, ma giuro che è così. Lavoro da Lush e proprio in questo periodo stiamo sostenendo una campagna anti pellicce, quindi ne parlo con centinaia di persone al giorno e ho testato bene il fatto che nessuno ne capisce un piffero =)

    Per poi tornare ad altre cose che dici tu: alcune sono giuste.
    Il mondo è pieno di pellicce vintage, quelle diciamo che sono meno orrende di quelle nuove.
    Io non le metto perchè mi fa senso sapere quello che c’è dietro ma c’è anche chi è meno sensibile e non ci fa caso.

    Come ultima cosa voglio ricordare questo:
    la collezione di Chanel di qualche anno fa era tutta ECOLOGICA.
    Mi riferisco a quella che era stata soprannominata la “Yeti chic”, ovvero la sfilata invernale del 2011 dove le modelle sembravano uscite dal raduno annuale degli ammazza-orsi lapponi =P
    La collezione per chi non la ricordasse è questa:
    http://www.millionlooks.com/our-vision/pfw-chanel-fall-winter-2010-2011/

    Questa è la riprova ultima che le pellicce ecologiche, se fatte bene, sono uno spettacolo.

    Dunque, concordo con alcune cose che hai detto, mi sono permessa di ampliare un po’ il discorso. Spero vorrai pubblicare questo commento e magari rispondermi, spero anche di non aver offeso nessuno.
    Io non amo gli animalisti [ma in generale tutti gli “isti”] che urlano e offendono, secondo me è la maniera più controproducente di comunicare un messaggio.

  • Ragazzi, grazie di aver condiviso i vostri pensieri. E’ naturale che la mia è una provocazione e uno spunto per riflettere insieme.Personalmente le uniche pellicce che ho sono vintage, ma sono colpevole per quanto riguarda borse e affini.

    @Nero…grazie di aver chiarito ancora di più l’argomento e concordo con quello che hai scritto. Ma, come hai detto tu, vale solo per la pelle bovina, non sono compresi agnelli, cervi e rettili, che sono i materiali utilizzati nella maggior parte degli accessori firmati.

  • Rosa Pel scrive:

    I do like the futher coat

  • Valentina scrive:

    Io sono d’accordissimo, non ha senso uccidere una povera bestia (in una maniera così crudele sopratutto) per potersi scaldare, quelle finte sono bellissime e sempre calde, perché continuare queste stragi?
    xoxo

    Nuovo post + CONTEST: http://valefashionmeow.blogspot.it/2012/11/instaweek-5.html

  • Anonymous scrive:

    La scelta di parlarne è già simbolo del fatto che questo è un blog diverso dagli altri. E sono contenta di seguirti sempre.
    Per quanto riguarda le pellicce, io come te ne ho una vintage, di mia nonna, che ho fatto sistemare. So benissimo che non è giusto, che quei visoni potevano vivere, ma era là, e per me ha anche un grande valore affettivo. Quindi, visto che non sarebbero resuscitati dentro l’armadio, ho deciso di indossarla.
    Giulia

  • Sara scrive:

    Concordo con il tuo discorso, sono sempre stata contro le pellicce e a qualsiasi altro indumento che provenisse dalla tortura di un animale, penso però che si possa puntare sul materiale eco ottenendo dei bellissimi abiti senza la sofferenza di povere creature, però se posso dirlo i vegani sbagliano pensando che se mangiando vegetali e non animali stiano facendo la cosa giusta non distruggendo vite, perchè ogni cosa che ci circonda in natura è vita, anche le piante sono vive , e non meritano forse di vivere? penso che dobbiamo accettare lo scalino in cui siamo riposti sulla catena alimentare, cercando di preservare l’ambiente, di trattarlo come merita e non sprecando nulla!il cibo è indispensabile, gli indumenti provenienti dalla pelle degli animali no!gli uomini primitivi avevano solo pellicce e pelli con cui vestirsi, io credo che il miglioramento industriale e tessile sia servito anche ad evitare di continuare a vestirci come uomini primitivi, utilizzando invece materiali alternativi, così da rispettare gli animali!

  • Claudia Mosca scrive:

    Ho una mamma che ha indossato pellicce già dagli anni ’60 e che al mio 15 compleanno mi hai regalato la prima pelliccia vera (di lapin, ma pur sempre pelliccia). Dopo aver acquisito invece una mia consapevolezza autonoma, ho scelto di diventare vegetariana, rinunciando a carne e pesce, e non indossando pellicce o altri capi di renna o camoscio. Preferisco vivere cercando di non provocare morte e sofferenza ad altri esseri viventi e garantisco che si riesce a star caldi in inverno anche senza la pelliccia ;)))

    http://www.lostinunderwear.blogspot.it/2012/11/profumo-di-nero.html

  • SONIA scrive:

    Mi pare che il tuo post volesse far riflettere su un altro aspetto della questione e cioè sulla coerenza tra chi nella vita reale fa una cosa mentre invece in quella virtuale ne fa un altra. Io non ne ho mai acquistata, ne indossata una, ma non mi sento di condannare nessuno che lo abbia fatto, semmai quello che mi da fastidio è appunto l’incoerenza.

  • Elena Baraldo scrive:

    Da vegetariana ed animalista non posso non rispondere!
    Sono vegetariana da più di un anno, ma già prima mi rifiutavo di acquistare capi in pelle/cuio/pelliccia ecc. E’ vero che siamo evoluti, ed è anche vero che l’uomo sarà sempre vanitoso, ma cosa c’è di vanitoso nello sfoggiare il resto di un cadavere proprio non lo so!! Alle persone come sara che si arrampicano sugli specchi dicendo che anche le piante sono esseri viventi voglio dire che ciò che contraddistingue un animale da un vegetale è l’assenza di organi e sistema nervoso, non mi sembra poco, il fatto che le piante soffrano se disidratate o prive di luce tanto che poi muoiono non può essere messo a confonto con lo scorrere del sangue di animali sgozzati o scuoiati vivi. E’ solo la difesa inutile di chi non sa come difendersi!
    il fatto che tu hai scritto di idossare scarpe di pezza in inverno perchè quelle in pelle tengono caldo?! Quando mai la pelle tiene caldo?
    I giubbini di pelle li metti 2 mesi l’anno perchè poi in inverno muori di freddo.
    Se esci a -2 con le scarpe di pelle rientri con dei bei geloni ai piediperchè non tengono nulla.
    I guanti di pelle se non vengono foderati non fanno altro che gelarti le mani.
    Perchè se vi sedete in auto con i sedili in pelle in inverno, o in un divano in pelle, sentite un bel brivido di freddo?!
    Smettiamola di dire che la pelle scalda! Andate in giro nudi e vediamo se la vostra di pelle vi tiene caldo!!
    Insomma il mio pensiero è che nel 2012 abbiamo molte altre cose da scegliere.
    Non è più questione di sopravvivenza, solo di intelligenza!!

  • daria scrive:

    Non riesco ad indossare pellicce vere, pensando di avere addosso un cadavere per puro senso estetico, non sono vegetariana e non lo sarò mai, ma spendo una notevole parte del mio tempo a comprare carni, uova, latte assolutamente bio e di piccole e conosciute aziende, perchè credo che le proteine animali, con la giusta misura, siano indispensabile e insostituibili, ma non mangio animali o mi nutro di loro derivati se queste povere bestie sono state allevate in angusti posti e iperalimentate al solo scopo di essere mangiate da noi umani che abusiamo di proteine animali (per inciso ne consumo 1 volta a settimana).

    Gli allevamenti bio garantiscono che gli animali vivano all’aperto e si cibino di alimenti assolutamente naturali. Almeno, la loro vita, la vivranno appieno e senza sofferenze, anche se sono destinati alla nostra alimentazione. E non mi sento assolutamente ipocrita.

  • Spero che, lasciando un commento un po’ schierato dalla parte dei carnivori, nessuno decida di passare ad essere da vegetariano a mangiatore di essere umani :-) Infatti quello che penso io è un po’ diverso rispetto a tutti i pensieri che sono stati elencati qui sopra. Non sono vegetariana e probabilmente non lo sarò mai, e non so per quale motivo strano non mi è mai stata a cuore la causa animalista (non sono crudelia de mon, ho semplicemente altre priorità, altre cause per cui lottare, altri movimenti che mi stanno a cuore). Da questo punto di vista, quindi, mangio carne. Per quanto riguarda la questione moda, l’argomento lo trovo piuttosto delicato, e concordo a pieno esclusivamente con quanto detto da Alessandro: finchè non si investirà e non si svilupperà l’industria tessile, nulla potrà mai cambiare. Chi dice che la differenza non si sente, chi non riconosce una pelliccia vera da una finta… evidentemente ha poco spirito d’osservazione (non è una critica diretta a nessuna ragazza qui sopra, semplicemente un mio pensiero generale). Purtroppo, infatti, la differenza si sente ancora, ed è per questo che le cose non potranno mai cambiare finchè non si riuscirà ad arrivare alla perfetta riproduzione di pelliccia ecologica realistica. E non parlo solo di sensazione al tatto, ma anche di qualità del pelo e di calore. A tutti coloro che inoltre non comprerebbero mai una pelliccia (premetto: nel mio armadio non ne ho neanche una nè vera nè finta, ma ammetto che qualora arrivassero in eredità non penso mi schiferei, dopotutto sono capi pregiatissimi e oramai sono tra noi) voglio anche dire: occhio anche a quando comprate i piumini, perchè spesso i colli sono veri!! Io ad esempio ho il woolrich, e il collo è in pelliccia vera (coniglio)!

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  • Fabiola scrive:

    Me acabo de enamorar perdidamente de este abrigo!!!! Loveeeeeee 100%
    Despues de mucho tiempo desconectada de este mundo vengo directa para quedarme!!
    http://ilmiopiccolocapricciobyfabiola.blogspot.com.es

  • Anonymous scrive:

    In realtà il comparto della pelliccia fino al 2009 era in stato comatoso, a riprova che la stragande maggioranza delle persone la pensa diversamente rispetto all’ acquisto di una pelliccia. Quello che lo ha rivitalizzato è stato il mercato di paesi dai nuovi ricchi (Russia, Cina, gente che ha acquisito da poco un certo status e dovrà passare attraverso alcune fasi prima di comprendere quanto la pelliccia, nel terzo millenio, sia inutile ed eticamente inaccettabile) e soprattutto introdurre subdolamente la pelliccia con i ritagli, gli inserti, gli accessori messi un pò ovunque, dalle giacche alle scarpe, dai cappelli ai guanti alle borse, e tutto a prezzi concorrenziali, per ingannare il consumatore, facendo pensare ad un falso che invece è vero.
    Comunque non c’è molto da girarci intorno, tutte quelle che le indossano dovrebbero vedere certi filmati, e se poi, alla vista dei filmati non rimangono scosse, è perchè sono troppo egocentriche ed esibizioniste per essere anche sensibili.

  • La certificazione BIO degli alimenti di origine animale NON è indice di un allevamento decente, di condizioni di vita minimamente accettabili, ASSOLUTAMENTE NON cambia nulla rispetto a prodotti non BIO. L’unica cosa che cambia sono i mangimi usati. UOVA di galline allevate a terra NON sono sinonimo di “gallina che scorrazza felice nel prato” semplicemente non sono rinchiuse in gabbia ma allevate a terra in capannoni sovraffollati dove si sta talmente stretti che almeno una o due galline per metro quadrato muoiono soffocate e schiacciate. Hanno una piccola porticina dalla quale possono uscire in un fazzoletto di terra recintato. Ma tu ce le vedi 4000 galline in un’aiuola di mezzo metro quadrato? BIO NON SIGNIFICA NULLA QUANDO APPLICATO A CARNE E ALTRI PRODOTTI DI ORIGINE ANIMALE.

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