La Moda si fa, ma non si dice.

Quando decisi di dar vita al mio fashion blog, una mia cara amica, nonché fashion editor di una nota testata straniera, mi disse: ” Non pronunciare mai la parola Moda, non scriverla. Semmai distruggine i capisaldi, crea innovazione. Parlane, ma non pronunciarla mai, nel nostro ambiente è kitsch.”  Allora, non ne compresi il motivo, ma aveva ragione. La Moda esiste, è reale, è evidente, ma non deve essere mai nominata come tale. Affermare di essere “Alla Moda” è un concetto di trash assoluto, vecchio e assolutamente limitativo. Ciò che davvero rompe gli schemi, che fa di un corpo una figura di stile, non è quella parola innominabile, bensì il buon gusto shakerato a quell’estro che distingue uno stilyst, anche di sè stesso e non per forza professionista, da una persona di comune fantasia. La capacità di mixare fiori con altri fiori, pois con le righe, colori con altri colori, pizzi e animalier, senza mai risultare volgari, di cogliere i punti cardine delle passerelle e farli propri. E’ una dote innata, un segreto senza età racchiso dentro gli armadi delle vere fashioniste, che non ha ubicazione, ma risiede a Milano, Parigi, New York, così come in un paesino di provincia. E’ il talento, che rende quel qualcuno diverso dalla massa, che lo fa apparire accattivante anche se è vestito di solo jeans. E’ un concetto astratto, ma così tangibile allo stesso tempo, che recintarlo all’interno di una parola di quattro lettere, appare banale, tanto quanto sgarbato.

( font StreetFSN )

13 Comments

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*