Le vie del tartan (sono infinite).

 

Il Tartan.

Dimora in una via di mezzo tra Carnaby Street e Buckingham Palace road senza la pretesa di essere borghese nè modernista intellettualoide. In un vicolo, stretto e colorato, che mette d’accordo tutti, nobiltà e punk people. Se capita, ti racconta di aver cantato con Kurt, chitarra e voce, quelle melodie sofferte che gridavano la generazione X.
Di studiare ancora nei migliori college senza essere fuori corso, tra le pareti rivestite in noce delle confraternite americane. E parla candidamente dei suoi giorni sereni trascorsi tra i verdi campi della Scozia, delle battute di caccia e dei balli della British Society, delle chiacchierate con Kate e William davanti ad un cream tea, di aver dovuto accompagnare Camilla, benchè non nutra grande simpatia. E nonostante frequenti assiduamente le pagine della storia della moda metal fatta da Vivienne e dalla sua testa anticonformista. Con un pizzico di orgoglio e un mezzo sorriso, racconta delle sfilate di questa stagione, per strada e sulle passerelle, in front row. Vestendo le educande di YSL e le lady di N°21. Tra le militanti di Moschino e le feticiste di Versace. Emulsionando come un tensioattivo porzioni bi-fasiche di sistemi apparentemente immiscibili, che se fossero acqua e olio non ci sarebbe speranza. Perchè la Moda non è come la chimica. Con la moda si può. E lui può.

Font 21/ Vogue/Tumblr

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