Love boat e la faccenda delle collezioni cruise.

E’ colpa del mare, del cielo e del mare. Di Love Boat e delle vicende di quei personaggi felici dentro la Pacific Princess, in cui ci perdevamo nelle mattine felici in cui non si andava a scuola. E’ colpa di Lauren nei panni di Julie, e del suo di-dietro maliziosamente annesso ad un cervello non da poco, di quelle donne che dirigono un team al maschile e lo fanno bene. E’ colpa della vita da crociera e dei suoi innamoramenti che fanno sognare. Del fatto che la nostalgia, non è altro che la rivisitazione di un passato felice, quello di noi bambine.

 

collezioni-cruiseE ammesso e concesso tutto ciò, le responsabilità e le colpe del piccolo schermo, siamo cresciute così e siamo ancora così: vittime delle collezioni cruise. Quelle che gli stilisti vogliono e disegnano astutamente costruite sugli anni settanta. Con i capelli cotonati di Chanel e i soprabiti di pelle martellata dalle spalle strette di Vuitton. Con le gonne a redingote di Gucci e le gonne a maglia di Cèline. E i fiori stampati sugli abiti a trapezio di Dior.

Intrisi tutti di quella eco che ripete sempre la stessa frase: siamo figlie degli anni d’oro. Anche se i nostri Natali sono posticipati. Anche se teniamo in mano un Iphone 6 plus. Figlie dei Deep Purple e di Woodstock. Di quella libertà di gridare l’amore e di indossare pantaloni dorati. Di mischiare fantasie e microfantasie, diverse e complementari, nel cuore e sugli abiti. Di sognare con impudenza e negligenza. Senza pensare al domani e al nuovo anno. Al fatto che è già il 2015. Guardandoci indietro, perché siamo sempre le stesse. Ed è nelle collezioni cruise che ci incantiamo. Chissà come mai.

Nota Bene: Qualche ispirazione la trovate lassù, scorrendo le immagini della gallery in alto.

 

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