Me versus shopping.

Vi apparirà insolito, poco consono ad una come me, ma è la dura realtà. Io voto per lo shopping on line.
Ecco perché.

Non che non mi piaccia fare shopping, sia chiaro.
Ma quando entro in un negozio di quelli reali, mi pervade una strana sensazione di confino, come se là fuori ci fossero miriadi di altre scelte, alternative, varianti a cui sto rinunciando. Come se stessi declinando l’affare della vita.
E, poi, vuoi mettere la fatica di provare, riprovare, rivestirmi perché ho sbagliato taglia e ricercare lo stesso vestito tra le relle. Magari mettendomi nuovamente in coda per i camerini e ripetere la trafila. O scoprire che questa taglia agognata è in mano ad un’altra compratrice: quella è la fine. La delusione più grande. Posso solo sperare che molli quel fatidico abito, spiandola come un segugio, di soppiatto ( perché se se ne accorge, lo compra per dispetto, sappiatelo).

Senza dimenticare la commessa che mi segue indispettita e infastidita. Ecco, quella sensazione dell’avvoltoio sulle spalle è quella che odio di più. Per non parlare di quelle che pretendono di consigliarti solo perché credono che ne capiscano più di te ( <<ma scusa, te l’ho chiesto?>> )

A salvarmi c’è lui. Lo shopping on line.
Forse solo perché posso guardare con calma, ammirare la vestibilità sul corpo di una modella, a volte anche vedere una mini-sfilata di quel vestito. Parliamoci chiaro, in un negozio non potrà mai capitare. ( << Scusi, c’è una modella disponibile perché mi scoccia provare? >> CIT )
Ed accovacciata sul mio divano, con una mano sul mouse e l’altra stretta sul manico di una tazza di caffè bollente, posso pensarci, riflettere, scegliere se scegliere.

Salvare nel carrello, mio per sessanta minuti, senza spendere un euro: splendida sensazione. Con la possibilità del save for later, in caso di indecisione ( a proposito, propongo un Nobel all’inventore ).
E non c’è nessuno che incalzi con domande del tipo: << Allora? Lo prende? >>
Sono io e lo shopping. Nessun altro tra i piedi. E vincerà il migliore.
Solo io e tutto il tempo che voglio prendermi. Per consultare prima Asos, poi Top Shop, Revolve Clothing e Zara. Ed anche Prada, Gucci, Dolce & Gabbana e Miu Miu. E confrontare i prezzi dello stesso abito anche su My Theresa, su Net-a- porter, su The Corner e Neiman Marcus. Cercare un modello simile tra gli outlet on line, Yoox, Fashionis, e, perchè no, pure ebay o Asos Market e i suoi venditori semipro. E consultare la mia casella mail, nel caso siano arrivate offerte, scontistiche o codici magici.

Infine compro. Il migliore. Il miglior prezzo, il miglior abito, la migliore occasione di tutti i tempi.
Che se non va bene, impacchetto e rispedisco, senza problema alcuno. Per poi, ricominciare da capo.
Solo chi l’ha provato può comprendere.

9 Comments

  • fantastic picutres. great inspiration.
    lovely greets and a nice day.
    maren anita

    FASHION-MEETS-ART by Maren Anita

  • katya scrive:

    sulle commesse avvoltoio concordo anch’io .. ma è più forte di me .. lo shopping online non mi dà nessuna soddisfazione!

  • SONIA scrive:

    ….e infatti comprendo benissimo!!!

  • Enza scrive:

    Io ho iniziato a comprare da poco on-line e devo dire che trovo la cosa molto comoda per i motivi che hai detto tu e poi c’è molta più scelta. Con lo shopping on-line non ci sono limiti, se cerchi una cosa, alla fine, tanto traffichi che la trovi.

  • Elena Baraldo scrive:

    Io ancora non ho comprato nulla on line, per il contrario dei tuoi motivi! Io DEVO provare ciò che compre, devo vedermelo addosso, poi riprovarlo ancora, cambiando combinazioni, guardandomi per tutto il tempo necessario. Mi scoccia l’idea di sbagliare taglia e doverlo rispedire, o se non mi piace proprio! E poi devo toccare con mano prima di acquistare.
    Sarò all’antica, ma la sensazione che ti danno le tante buste in mao quando esci da un centro commerciale non ha paragoni.
    Magari un giorno proverò, forse mi piacerà, forse no!

  • Anonymous scrive:

    Da quello che scrivi direi che tu non hai mai fatto la commessa, vero? :)
    Vedi, molto probabilmente la commessa odia incalzarti esattamente quanto tu odi che lo faccia. Ci sono titolari di negozi che ti obbligano a fare così, e non hai scelta. Non sei tu a decidere, ma chi ti paga lo stipendio. Io ho fatto la commessa per tanti anni e conosco entrambe le sensazioni, sia come si sta da cliente alle prese con una commessa insistente, sia come si sta da commessa a dover insistere con una commessa palesemente infastidita. Nessuna delle due è una bella posizione, ma secondo me quella della commessa è peggiore, perchè deve farlo anche se non vuole, perchè non ha la facoltà di comportarsi diversamente. La cliente può cambiare negozio, dedicarsi come dici tu allo shopping on line, decidere di non comprare. Nessun obbligo. In questo periodo di crisi, quando alla sera il titolare ti telefona (se non è presente in negozio durante la giornata) e ti chiede il totale dell’incasso, non è facile magari dirgli che si è fatto poco o nulla perchè non è entrato quasi nessuno, chi è entrato voleva solo guardare ecc. Perchè il tono del titolare è quello di uno che ti dice che la colpa è tua, come se il negozio fosse stato pieno di gente col portafogli gonfio e tu li avessi cacciati a pedate. E quindi per evitare quella sgradevole sensazione, fai il possibile per vendere, insisti, dici alla signora taglia 48 che sta benissimo strizzata nella 44 che si è voluta provare, qualsiasi cosa pur di fare cassetto. Per un incasso che non è nemmeno tuo, tra l’altro.
    Chi ha fatto la commessa capisce. Chi ha fatto la commessa non entra in negozio a 5 minuti dalla chiusura. Chi ha fatto la commessa la riconosci perchè non apre 4 maglie tutte uguali per cercare una taglia. Porta gli abiti fuori dal camerino dopo averli provati. Fa attenzione a non sporcare quando prova qualcosa di bianco. Non porta il figlio in negozio mollandolo in giro fregandosene e prova mille vestiti mentre lui nell’ordine: distrugge la vetrina, lecca gli specchi, mette le dita appena tolte di bocca sui vetri e tira giù tutto quello che trova a portata di tenera manina che la commessa gli vorrebbe mozzare.
    Fare la commessa è un lavoro usurante, più mentalmente che fisicamente (e ti assicuro che anche fisicamente non è uno scherzo), che ti porta a non sopportare più la gente, a odiare il Natale, a sperare che i Maya abbiano ragione. Chi non ha provato non sa. Magari la prossima volta che una commessa ti infastidisce prova a ripensare a tutto questo, e regalale un sorriso. Non hai idea di quanto sia rara la gentilezza.

    • Ciao, mi spiace tu non abbia firmato il tuo commento perché avrei voluto ringraziarti e darti il benvenuto.
      Il mio post era ironico e andava letto con leggerezza, e.. No, non ho mai fatto la commessa d’abbigliamento ma lavoro tutti i giorni a contatto con la gente e conosco molte delle sensazioni che descrivi. Ho rispetto del lavoro altrui, qualunque esso sia, e sono anche convinta che professione a parte, dipenda molto anche da chi hai di fronte: ci sono persone fastidiose che come tali sono commesse antipatiche, e ci sono persone gentili che diventano preziose consigliere e non sono solo commesse. Detto questo ti ringrazio di aver esposto anche questo punto di vista, e, ripeto, la mia voleva solo essere un’occasione per sorridere dei miei aneddoti.

  • Nononononono io non posso comprare online!! Non ci riesco, è più forte di me… io provo, riprovo, torno e riprovo ancora. E chisseneimporta delle commesse che mi pressano… ho bisogno di toccare, indossare, pensare! A ognuno il suo :-) Nuovo post: Natale 2.0 e stalker natalizi

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