MFW F/W 2014. The week after.

 

MFW F/W 2014. The week after: le conclusioni (parte seconda)

 

Neve e gelo come non li ho mai presi. Si può risolvere il problema traslocando la FW di Febbraio in Sicilia. A Taormina, magari.

Antonio Marras continua ad essere il mio amore, per l’estro, la genialità e la capacità di rendere poesia una passerella raccontando una storia. Ma ora ho anche un amante, si chiama Alessandro Dell’Acqua per N°21, l’ho adorato.

Per la serie “party riusciti benissimo”: Pinko for Ethiopia. Bella gente, bella musica, bel progetto, belle borse. E digital pr fantastiche. Un grazie doveroso per avermi invitata.

Ci sono griffe considerate secondarie rispetto al re, alla regina e alla sua corte, che continuano a stupire con collezioni amabili. Ma poi considerate secondarie da chi?

Ho amici nel mondo dei bloggers. Tanti amici. E ne sono fiera. E prendere accordi per le vacanze estive in Sicilia con molti di loro mi rende felice.

Non sono il tipo da gamba nuda a chiazze se il termometro scende a 1° grado. Ma tanta stima per chi lo è.

Ho eletto la Rinascente di Milano il mio negozio preferito. Che nessuno mi parli quando sono lì dentro: sono in trance agonistica da shopping.

Io voto per i giovani. Che abbiano più spazio perchè i grandi stilisti hanno stufato riproponendo le vecchie collezioni rivisitate e corrette. I giovani hanno inventiva e sono coloro che hanno disegnato gli abiti più belli.
Sono il futuro.

Un grazie va a Sesem gioielli. Per la fiducia negli outfit e per il regalo.

Vorrei vedere Parigi. Una volta. Di quelle settimane che la-faccio-coincidere-con-la fw-non-si-sa-mai-m’invitano. E se non m’invitano, visiterò la città, mangerò croissant e farò shopping da Chanel. Per consolazione.

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