Milano Fashion Week Autunno Inverno 2015

Milano Fashion Week. Tanta Moda e tanta altra roba. Necessaria e insostituibile, come Karl per Chanel. Come le ciliegine su una torta di compleanno.

Milano Fashion Week Autunno Inverno 2015

I soliti sorrisi maliziosi di chi attende il flash di un fotografo in front row, con quell’attitudine apparentemente disinteressata.
L’imperfezione nella grande bellezza degli sbagli smaliziati e fortemente desiderati della Signora Miuccia, che fa degli abiti un linguaggio crudo, eclettico e comunicativo. Perchè è così che siamo, disordinate nei pensieri e straordinariamente favolose.
La moda trasformarsi in gioco per un Jeremy Scott al suo esordio come Mr Moschino. E tutti i presenti incantarsi, come cinquenni davanti a un Big Mac. Che non succede solo da McDonald’s.
I sandali indossati su gambe nude e coraggiose in un piovoso venerdì di Febbraio. Gli inviti usati come ventaglio tra mani lamentose del freddo d’inverno. Gli occhi sforzarsi dietro a occhiali da sole griffatissimi per capire che colore è quel verde che pare smeraldo. Perchè togliersi gli occhiali giammai.
Le declinazioni del lusso tra gli accessori di Fendi come ode ad un’italianità troppo spesso smarrita tra le vie dell’innovazione. Per ritrovarla, come un diamante confuso e perso tra la bigiotteria.
Nomi illustri e citazioni di sfilate importanti sfoggiati sulla bocca quasi fossero spennellate di rossetto rosso per il gusto di mostrarsi più accattivanti, starnazzanti di fronte alle facce interdette di chi la moda la vive senza sentire i piedi che urlano pietà e se ne va pure al White. (#tuttalamiastima)
I backstage, che sono quei posti magici dove le forme delle idee prendono vita davvero. Dove mi emoziono sempre. E spizzico quello che le modelle non mangiano. Perchè loro annusano e basta.
Milano piovosa ma puntualmente brillante. Gli showroom vestiti a festa. Gli innumerevoli selfie, che ogni posto è buono per scattare, basta che abbia uno specchio.
Il grande maestro del rigore ammorbidirsi nella dolcezza dei grigi mischiati ad altri grigi. A dimostrazione che c’è un tempo per essere severi, ma anche uno per perdersi e lasciarsi andare. Lontano, dove regna Re Giorgio.
E Frida tuffarsi tra le onde della beat generation, quando tutto era concesso e ogni cosa aveva un perchè. Per ricordare chi siamo e dove vogliamo andare.
La leggerezza di chi racconta la Moda così come deve essere raccontata, non dimenticando mai che in fondo solo di abiti si tratta. Ma possiedono quell’irrisolto potere di salvarti la vita. Perchè regalano sogni. E di sogni è fatta la vita.

Mi è mancata, lo ammetto. Ma me la sono goduta lo stesso perchè c’ero, come ci sono sempre stata. C’ero quant’è vero che c’erano i popcorn caldi e il telecomando imbrogliato nel plaid, introvabile quando lo cerchi, come i calzini quando li ingoia la lavatrice. C’ero con il mio Sony Vaio rosa perfettamente in tinta con il mio umore, con i ventisei gradi primaverili della mia Sicilia e con l’apparente relax di una FW vissuta così. In Streaming e favolosamente incastrata tra le canzonette Sanremesi.
C’ero, anche così. Perchè esserci significa avere cuore per viverla, occhi per vedere e orecchie per sentire. Curiosità e passione. Esserci significa sentirne il profumo. Perchè la Moda ha un profumo, il suo. E non basta respirarlo, bisogna sentirlo.

1 Comment

  • Bellissime le scelte che hai postato! come tanti altri, anche io ho atteso tanto questa FW per poter ammirare il lavoro del nuovo Mr Moschino. Per quanto lo stile di Jeremy Scott non mi rispecchi affatto, devo dire che ha creato una linea molto originale, permettendo al brand di continuare a seguire la sua “classica linea” e allo stesso tempo di essere marcato da una nuova impronta che, ne sono sicuro, continuerà a far di Moschino uno dei brand più belli e originali!
    http://lifeiscooldiary.blogspot.it/

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