La rinascita di Jil Sander

A volte ritornano, per fortuna. Ed è una rinascita, quella di una donna che sa come vestire un uomo. Le linee severe, pulite, rigorose, di chi è perfettamente consapevole di essere l’emblema di una grande maison e non ha bisogno di ostentarlo. L’uomo di Jil è aggraziato, per niente frivolo ma non noioso, gioca con i colori dei suoi completi sartoriali e si permette di indossare un doppiopetto rosso cardinale ed un completo blu copiativo. E sceglie un gessato diverso, quasi incompleto, appena trattegiato, come impastito. Si spoglia, sfoggia le braccia ed indossa smanicati come se piovesse. Il nucleo della collezione sono le forme squadrate, le spalle spigolose, i collettoni spesso scollati dalle giacche che evocano un inflessibile retrogusto militare. E le linee, che giocano con i volumi regalando una dualità fuori dal comune: dalle tuniche bicolori quasi-maglioni alle maxi-pochette impilate l’una dentro l’altra, concretizzando la stratificazione di un progettista che vuole rendere complessiva un’idea di ripetizione a più livelli che possiede come fine comune l’allungamento della figura del corpo. Perchè è rigoroso, ma non ha paura di osare. E’ minimal, ma non scontato. Moderno, essenziale e pulito. Chic. E’ Jil Sander, quella che tutti conosciamo.

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