Monurelle, storie di bellezza in un e-book.

E’ un’iniziativa che arriva al cuore, il progetto di Monurelle per raccogliere fondi che saranno devoluti all’associazione Terre des Hommes.
Storie di donne, della loro bellezza, che saranno accolti nell’e-book #intimatebeauty, realizzato in collaborazione con BookRepublic, per l’acquisto di Kit scolastici che offriranno un’istruzione ai bimbi dei Paesi in via di sviluppo.
Il costo di un e-book è di 0,99 centesimi, che faranno felice un bambino e gli offriranno una vita migliore.
Di seguito troverete il mio, spero che vi piaccia.
Buona lettura.

“Si lavò la città dal viso, sciacquando dalla sua pelle ogni filo di trucco perchè a casa sua si sentiva al sicuro. Nessuno la poteva vedere, nessuno si sarebbe accorto se aveva le occhiaie o il brufolo sul mento. E con il make up, eliminò tutti gli inganni, le maschere, quell’imprescindibile costruzione di un’immagine di perfezione.
Lavò via il coraggio, quello di essere una donna. Ed era bellissima.
Il viso pulito, i capelli legati, le ciglia senza mascara.
Fragile e bellissima.
E sistemò i vestiti sul letto, perchè non avrebbe avuto tempo l’indomani per l’irragionevole dubbio del -che-mi metto-oggi.
Era stessa ragazza a cui venivano i lucciconi davanti ad uno schermo, quando cantavano i Take That. La stessa che aveva letto l’intera saga di Twilight tutta d’un fiato. La stessa che si innamorava tutti i giorni, di una gonna in tulle, di una camicia a pois, del cuore delle persone gentili. Di una canzone d’amore. Dei baci Perugina. Di un jeans, che non abbandonava mai come fosse la sua coperta di Linus.

Era quella che si sentiva un po’ Carrie ed a volte un po’ Sandy, con le sue gonne a ruota, la coda da cavallo e il suo Danny Zucco. Quella che aveva appeso le scarpette al chiodo, ma non i suoi sogni.
Quegli stessi sogni che si incrociavano irreparabilmente con le sue paure. La paura di rischiare, la paura di affrontare una maternità, di partorire, di essere all’altezza. Di un figlio, di un marito, delle convenzioni, del suo lavoro.
La paura di sbagliare, di piangere. Perchè se un uomo piange è sensibile, se lo fa una donna è emotiva.
E l’inquietudine mista a desiderio del principe perfetto. Il suo romanticismo. Il voler sognare che esista un uomo che le apre la portiera e le versa il vino, con la consapevolezza che si innamorerà sempre del tipo sbagliato.
Ma lei restava lì, davanti a quello specchio che ritraeva un’immagine fragile e forte allo stesso tempo, colma di una miriade di desideri, densa di sogni e amore racchiusi in un’esile figura, struggente forse, ma che sapeva proteggersi con quella frivolezza che solo una donna intelligente sa custodire.
<< Vado a letto >> disse tra sè e sè abbozzando un sorriso ai suoi occhi riflessi, << ci penserò domani. Per ora mi spazzolo i capelli >>. ”

Per partecipare all’iniziativa basta cliccare QUI e seguire le istruzioni.

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