Neo Optical. Quando una fantasia diventa ipnosi.

Prendi una fantasia optical, di quelle anni sessanta, coloratissime, che solo a guardarle rimani ipnotizzata. Poi, cogli a piene mani il coraggio ed indossala. Ma non da sola, perchè sarebbe scontato. Non abbinata ad un look monocromatico o omologato. No, sarebbe noioso. Devi lasciarti andare, cedere all’ipnosi di questa suggestione insinuata dalle microrighe, dai mille pois, dalle geometrie, dai grafismi in apparente movimento e cadere in una trance magica, che ti permetta di fiutare con quale altra fantasia sposarla. Così come fa Consuelo Castiglioni per Marni, lei di certo non si risparmia in merito a fantasia, e unisce in matrimonio stampe creative differenti tra loro, con determinazione, estro e intuito. E così come fa Miuccia, che veste le sue dame di una neo Op Art , astratta, cinetica e illusionista. L’importante è che ci sia qualcosa in comune, un denominatore unico, una tinta di base, un decoro, un ornamento nell’ornamento. Una qualsiasi impercettibile intesa tra le fantasie, che renda armonico l’inconvenzionale, che faccia innamorare due personalità apparentemente opposte, che sancisca un patto tra essenze differenti per natura, ma simili nello spirito.

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