Paola, un viaggio in Francia e il suo cielo.

Un voyage en France, di quelli che non terminano mai con un punto, che basta una virgola per riprenderli l’anno successivo. Paola, meglio conosciuta come pr e penthouse girl, il suo inconfondibile stile retrò. Quelle foto, che le appartengono come cartoline di un itinerario on the road di una Francia poco turistica e molto francese. La creme de Caramel et le jardin de Monet. La poesia nelle parole, nelle immagini, nelle sue sensazioni, nelle mie percezioni. Il suo racconto alla mia curiosità. Provenza, Loira, Bretagna: lei parlava, io l’ascoltavo, rapita ed affascinata. Vorrei conoscere questi luoghi, per ora tramite Lei.

“Il cielo in Francia è diverso, ha un colore tutto suo ed è più basso. Le nuvole si muovono veloci e sono tutte allineate all’orizzonte come su di un limite invisibile. Il vento che ti entra in testa e ti porta via i pensieri, il mare gelido, le spiaggie addormentate. 
Mi innamorai di questa terra tanti anni fa, durante un viaggio senza meta dopo il liceo, quando in interrail ci trovammo ad attraversare Loira e Bretagna all’avventura e mi restò dentro così tanto da metterci una virgola e mai un punto. Da quella virgola sono ripartita, io e Lui, da soli, per dare voce a quell’esigenza di tagliare i legami con tutto, con Milano, il lavoro, il divertimento, gli amici, e stare un po’ con me stessa, in posti con una propria storia non creati per i turisti, che mi regalino, seppur per poco, un nuovo modo di vivere lo spazio e il tempo. Ai lidi affollati preferiamo le scogliere, le spiaggie abbandonate, le onde alte, i laghi e i fiumi solitari. Io e Lui on the road, un paio di settimane, una macchina e tanta voglia di perdersi in posti inaspettati per lasciarsi rapire dalla loro magia. A tratti continuare in treno, perchè il viaggio non sia solo meta d’arrivo ma il tragitto che c’è nel mezzo. Prendersi tempo, per dare forma a quelle nuvole che mi piace fotografare per poi disegnarvi sopra al mio ritorno. Attraversare i boschi, i laghi, i fiumi, guardare le mucche al pascolo, scoprire piccoli paesini che sembrano nascosti dai loro abitanti agli occhi di chi non sia degno di capirli.
E tra di loro i campi sterminati, i colori dei fiori e della frutta nei tipici mercatini squisitamente francesi, le casette a traliccio dai tetti grigi spioventi, i piccoli bistrot shabby chic dove fermarsi per ripartire, l’odore dolce del pane delle boulangerie.
Partire dalla Normandia, per un viaggio a due fermate, due anni successivi, un’estate dopo l’altra, passando dalla Bretagna, dalla Provenza e poi la Loira. E portarmi a casa i ricordi dei piccoli porti dell’estremo nord, con il sole caldo e l’acqua gelida, la casa di Monet circondata dal giardino d’acqua pieno di ninfee e la sua collezione di stampe giapponesi appesa alle pareti, le lunghe spiaggie del D-Day che portano ancora i segni di tutti i giovani soldati morti nello sbarco in Normandia. 
I tetti grigi sul cielo turchese della Bretagna, i profumati paesini medievali, le piccole finestre in cui guardare dentro, il festival di cultura celtica che si tiene ogni anno a Lorient, le cene a base di Sidro e galettes, il sole che tramonta sulle mura di Saint Malò mentre la marea alta nasconde la spiaggia. 
E la Provenza, con l’allegria dei mercatini in cui comprare i dolci e i formaggi, le spezie come souvenir da portare a casa, i verdi canyon e le potenti cascate del Verdon, i campi di lavanda del Luberon, l’atmosfera irripetibile del parco naturale della Camarque, tra saline rossastre, fenicotteri rosa e acque salmastre, le musiche gitane e le leggende tra sacro e profano di Saint De La Mer. 
E tornare, con gli occhi e la valigia pieni di cose: le spezie della provenza e il sale della Camarque, la crema di caramello al burro salato, chèvre, camenbert e roquefort. La Mostarda al miele di lavanda e una bottiglia di Pastis di Marsiglia e qualcuna di Sidro. Un libro di ricette di crépes e gallettes bretoni. Un quadro vintage del faro dell’isola di Sein e almeno un abito bon-ton di Karl Marc John. La maglia a righe di Saint James e un paio di Les Tropéziennes. Il CD con il best of  Edith Piaf e la versione originale di ‘Tenera è la notte’ di Francis Scott Fitzgerald. E tante foto, tante, che contengano le emozioni.”
Paola Sally Riviera.

 



Grazie Paola, grazie di avermi regalato l’emozione e le sensazioni di questo racconto.





4 Comments

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*