Pensavo fosse moda, invece era un calesse.

Style: "elle1"

E’ questo che dovrebbe essere la moda. Una cosa che si fa ma non si dice. Una cosa che ci fa stare bene. I sogni, tutti, quelli chiusi in un cassetto pieno zeppo di lingerie di seta e pizzo fino a scoppiare. La personalità, che trabocca dai pori del corpo, come quelli di una donna qualsiasi, con i suoi giorni scanditi da casa-lavoro-figli-porto-a-spasso-il-cane, che trova la dimensione dei suoi desideri e gli dà vita sfogliando Vogue quando tutti sono già a letto. E’ un concetto astratto ma così tangibile allo stesso tempo che confinarlo e descriverlo dentro quattro lettere che conosciamo bene, MODA, è banale e restrittivo quanto una taglia 42 compressa dentro ad un vestito 38 scovato in un outlet, di quelli che me lo compro e in qualche modo ci entro perché è un affare. Ecco, la Moda non è solo un affare. C’è bel altro.

E ciò che c’è tra le strade, tra le donne che sfilano ingioiellate nei loro abiti firmati, non è Moda. Quello è un calesse. Un circo. Una fiera dell’apparenza. La dichiarazione d’intenti espressa da ciò che si ha per dimostrare ciò che si è, quando invece dovrebbe essere il contrario: è ciò che si è che deve essere manifestazione di ciò che si ha, ed è quello che chiamiamo stile. La capacità di possedere un’attitudine a prescindere dalle griffe. La sobrietà di scegliere una borsa perché ci rappresenta, perché ne amiamo l’odore, la pelle come velluto tra le dita, la tangibile sensazione che non ha niente a che fare con la scelta di fantasie monogrammatiche che urlano a gran voce: io ce l’ho.

“Fashion is not about utility. An accessory is merely a piece of iconography used to express individual identity.” -Doug (The Devil wears Prada)

Ecco signore mie, quella è la moda. Tutto il resto è un calesse. Moda è conoscere i perché e i percome di una collezione, quello che c’è dietro, la sua storia. Moda è non darsi mai per scontate e reinventarsi. E’ andare contro le convenzioni senza apparire stridule né ridicole. E’ dare valore alle cose, a prescindere dal prezzo e dal si usa e non si usa, come quando si ha un disperato bisogno di Chanel, perché migliora una giornata grigia. E’ abbinare le nostre personalità a ciò che ci mettiamo addosso, senza loghi, signore mie. Senza eccessi e senza sfoggio né esibizione.

Che il manifesto della Moda e il suo successo, non c’entrano nulla con l’ostentazione. Qui si parla di arte, di sogni e di anima. Di correre verso noi stesse per trovare la nostra identità nella libertà di espressione. Di averne la stoffa, per così dire.

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