Perchè Sanremo è Sanremo!

Ebbene si, lo ammetto, anche io amo Sanremo. E lo seguo con la passione e l’occhio cinico di chi vuole giustificare la visione, criticando questo e quello. Ma è solo un alibi mal riuscito, in discolpa del mio spirito nazional popolare, perchè se in questi giorni non segui ciò che accade dentro l’Ariston, non sei italiano.
Perciò, complici le twittate feroci con i miei friends, reali e virtuali, ecco a voi un post avvilito, che più avvilito non si può.

 
I meno peggio.

Assodato che, in ordine d’importanza, a Sanremo, ciò che conta davvero sono i looks e non la canzone italiana, possiamo affermare con sicurezza che il podio dell’eleganza è tinto di rosa.

Arisa, sceglie un look sofisticato, femminile, quasi sussurrato, spogliandosi dello stile cartoon che l’ha caratterizzata finora. Verrebbe da dire: finalmente! Era ora! Perciò le concediamo un 8 pieno, che si sarebbe trasformato in 10, se solo non si fosse chiamata Pippa. Ma si chiama così, e non si può.

Nina Zilli è la top più top di tutte, almeno per la prima sera. Uno stile impareggiabile, l’aria vintage appena sottolineata, trucco e parrucco in stile fifties e vestito firmato Westwood. Ma inciampa in seconda serata, quando intreccia i capelli e li incornicia di cerchioni alle orecchie, per un’ allure mal riuscita da gitana chic. Quindi voto 6, una media politica tra il primo e il secondo outfit.

Dolcenera, grintosa e metropolitana. Ci piace moltissimo, ma mette in fallo un piede, anzi il ciuffetto verde. A causa di quest’unico neo, concedibile solo alle teenager, si becca un 6,5, con l’augurio che possa rendersi conto che ogni cosa ha un’età.

I Peggiori.


Eccoli qui, gli ultimi posti in classifica in materia di stile, le peggiori della classe, quelle che avrebbero proprio bisogno di uno stylist.

 
Irene Fornaciari e il parrucchiere, questo sconosciuto. Scambia il palco dell’Ariston per Woodstok, e si lascia andare a grida di esultanza stile istigatore di folle, infliggendo una pugnalata mortale ad un look già agonizzante. Voto 0.
Emma Marrone, la prima sera di verde vestita con l’intento di apparire rock: se è vero che chi di verde si veste, di sua beltà si fida, è anche vero che lo stile brucaliffo risulta valido solo a carnevale. (citazione Marianna Lentini. ) Per la seconda sera opta per un completino da tennis, completo di zeppe; non è ancora chiaro se abbia preso ispirazione dai Soliti Idioti o viceversa. Voto 2, ma solo perchè la canzone è carina.
Matia Bazar. In assoluto tema carnevalesco continua la carrellata di outfit ispirati alle fiabe: il primo alla Strega di Biancaneve, il secondo a Jessica Rabbit. Si salva solo il taglio di capelli.
Voto 2,5.
I non pervenuti o non classificabili.
 
Perchè è di cattivo gusto sparare sulla croce rossa, non ci saranno voti, ma solo poche parole.

Matrimonio inconsueto e poco bilanciato, a metà tra la famiglia Addams, nelle persone di Morticia e Zio Fester, e un’impresa di pompe funebri. Non si capisce cosa abbiano in comune, è un po’ come accoppiare Marilyn Manson e Orietta Berti: lei sembra la cieca di Sorrento, lui uno scugnizzo di periferia napoletana.
Probabilmente, l’unico denominatore comune è la Campania.

Attendo con ansia i vostri pareri, rinnovandovi l’invito a partecipare al gruppo d’ascolto di TWITTER.

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