Sapessi com’è strano.

Sentirsi innamorati a Milano.

Innamorarsi.
Delle sue strade. Dei vicoli del centro. Della pioggia e dell’odore di umido.
Dei suoi tappeti rossi, come fossero sentieri di mattoncini gialli in viaggio verso la città di Oz. Della sua gente che sembra uno sciame di farfalle che vola in mille direzioni. Del rumore dei tram la mattina presto, quando con gli occhi chiusi pensi – sono ancora qui, non è ora di andar via. –
Dell’eleganza di una signora seduta in un caffè, con i capelli bianchi legati in uno chignon e la Chanel appoggiata sulla sedia. Delle luci, delle insegne, delle vetrine e dei flash dei fotografi. Degli stilisti e degli stili che verranno. Delle stravaganze di chi è lì per farsi notare. E del garbo di chi è lì per raccontare la Moda. Del Naviglio come fosse mare. Dei saluti e degli abbracci degli amici che vedi troppo poco. Delle modelle in fila da Mc Donald’s. Della poesia che può essere una passerella. Di quell’emozione che può riempire gli occhi di frivolezze estive, miste e confuse a quella bizzarra voglia di cose d’inverno che ti prende a fine estate. E della consapevolezza che devi attendere un anno intero per provare quell’abito che ti ha colpito il cuore. Della frenesia che è vita. E della stanchezza di un ritmo veloce, che non mi appartiene, ma mi affascina come fosse musica.

Sapessi com’è strano. Barattare il sole e il mare con la Moda. E innamorarsi di tutto questo, meglio conosciuto come Milano Moda Donna.

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Per chi volesse volare con me, gli hashtag sono:
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