Sapore di sale.

Voglia d’estate, voglia di mare, di sole, di sale sui capelli e di pelle ambrata. Soffro tutto l’inverno, camuffata in un bozzolo di abiti che celano la mia tristezza meteoropatica, ma è quando arriva la primavera che la mia voglia di mare si fa sete: i giorni capricciosi  si susseguono uno dopo l’altro, si aprono alla luce, s’ intiepidiscono, il sole inizia a tramontare sull’orizzonte ed il mio fremito si fa sempre più intenso. E con lui, la brama di svelarsi, il desiderio di conservare i collant in un cassetto, di vestirsi di soli colori sorbetto, di comprare un caftano a fiori anche se è ancora Marzo, di sfogliare i depliant delle vacanze per scegliere se tornare in quel posto paradisiaco dove sono stata così bene o se assaggiare i sapori di una nuova marea. E’ così che attraverso la mia primavera: in attesa dell’estate. Perché il gusto vero del piacere è l’attesa del piacere stesso, un indugio che per qualcuno può somigliare ad una dieta dimagrante, per altri può essere il ritratto dell’acquisto di un costume da bagno, della prenotazione dell’ombrellone in prima fila o solo di un peeling total body per educare la pelle a ricevere raggi e vitamina D. Siamo tutti in sosta, immobili e scalpitanti, alla fermata di questo treno del tempo che ci condurrà verso un’altra estate da non dimenticare. Nel frattempo, io riempio il mio Iphone della mia colonna sonora…

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