Sarà. Questa FW.

 

Doveva essere firmata Parigi. Doveva, ma le intricate ragioni logistiche di una che non s’accontenta portano inesorabilmente a pensieri del tipo se-non-posso-stare-una-settimana-che-senso-ha?. Meglio Milano per un FW-end. Giusto il tempo di una boccata d’aria. Di bere moda, stili, tendenze, trends, che dissetano quella sete che neanche il Gatorade dopo una maratona. Di saziarmi per ripartire. In questo Settembre che per me è un capodanno. E non posso certo restare digiuna fino a Febbraio.

E quel che sarà. Stella Jean che sfila e vorrei tanto essere lì, tra quelle gonne a ruota, gli abiti anni cinquanta e le camicine annodate, le stampe geometriche e le fantasie scoppiate ma complementari perchè quella sono io.
Dolce e Gabbana fuori calendario, dopo un litigio con la city, e chissà se risponderanno a colpi di macramè.
Sarà Marras e il suo genio, la passerella teatrale, gli abiti emozionali che, quando li vedi, dici: questo-è-Marras.
Sarà Milano come palcoscenico che mai mi delude. Mai la strada. Mai la città. Mai l’odore.
Viviana Volpicella ed Elisa Nalin. E quella scellerata di Anna Dello Russo ( in termini di moda, ovviamente). Mira Duma se mi va bene.
Sarà il lady-like di Ermanno Scervino che mi incuriosisce e stupisce sempre, a ribadire che l’eleganza consiste in uno spazio temporale di un Sabato settembrino al 3 di via Melegari, meglio noto come Palazzo Serbelloni.
E le corse, la voglia di incastrare lo shopping tra una passerella e l’altra che neanche un campione di Tetris sa far meglio. I tacchi infilati al volo dentro un taxi e le caviglie gonfie. Le pose sparate in front row che le bloggers non le batte nessuno, nemmeno Rihanna sul red carpet.
Saranno le cene, gli amici che non vedo mai, Giuseppe e il suo genio ribelle che non è che io i suoi discorsi li capisco tutti, però li ascolto. Il popolo della moda di rientro dalle vacanze siciliane, perchè quest’estate erano tutti qui, non mancava nessuno.

Tre giorni, cinque paia di scarpe, quattro borse. Chiamatelo pure sacrificio, per me è nutrimento. Vita, se mi è concesso.

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