Soli di Marzo

C’è un periodo dell’anno qui in Sicilia, in cui ancora prima che germogli il primo gelsomino, se ne sente l’odore. Il sole è tiepido sul viso, l’inverno è finito e per la prima volta dopo molto tempo ti svegli con la consapevolezza di aver spinto il piumone aldilà di dove i piedi arrivano. Sudata.

Soli di Marzo

Ed è lo stesso istante in cui arriva la voglia di mare e di cambiamenti. Di camminare per casa a piedi nudi. Di vento, che porti via quel grigiore di troppi mesi infagottate dentro ad un cappotto e nascoste dietro strati di lana, quasi come se non volessimo esporci. Perchè c’era troppo freddo. Perchè non era ancora il momento giusto. Perchè i soli timidi di quei giorni non erano mai abbastanza. Ed è quando l’aria è frizzante, ma le vetrine dei negozi sono leggere e piene di pastelli. Quando compri il primo abito in chiffon della stagione anche se non sai ancora quando potrai indossarlo, ma ci sarà un qualche evento o matrimonio che sia, c’è sempre qualcuno che si sposa d’estate. E’ la prima volta in cui mangi fragole tuffate dentro al barattolo dello zucchero e quel sapore acidulo e dolce ti mancava. E sfili i collant, perchè non sono più necessari. Torni a casa e dal balcone ti accorgi che il sole tramonta sul mare rosa, e sono ancora le 18.40. Di un giorno qualsiasi, che diventa speciale. La prima volta che scappotti la smart e lasci che la luce entri nel cuore. E senti l’assoluta necessità di cambiare profumo, che sia fresco e leggero, come una colonia. Di cambiare strada e allungare il tragitto solo per goderti una canzone beccata alla radio. Di mettere il latte di mandorla nel carrello del supermarket. Di adottare un’orchidea e prometterle di farla vivere, a qualunque costo. Di prendere una cartina e puntare il dito per scegliere dove andare per quel viaggio che aspetta da troppo tempo. O di fare un post-it della foto strappata da quel servizio moda-mare-a-Portofino e attaccarlo sullo specchio interno dell’armadio, come fosse promemoria di desideri, due chili in meno e un costume da pin-up in più. E’ il primo starnuto di quella maledetta allergia. La prima volta in cui dal parrucchiere non tagli la frangetta, perchè d’estate è più comodo che sia tanto lunga da risvoltarla dietro l’orecchio e scoprire la fronte. Gli sguardi e la pelle. Le emozioni. Per scoprirsi, semplicemente. Spogliarsi. Ed esporsi, per la prima volta dopo tanto tempo.

Aspettando la primavera.

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