Stessa spiaggia, stesso mare, costume diverso.

Probabilmente non siamo ancora pronte. Probabilmente non siamo abbastanza mature da capire che quel bikini anni cinquanta è sexy che di più non si può. Che coprire i fianchi fino all’ombelico ha l’effetto di una calamita di sguardi nonostante l’assedio di microbrasiliani sulla pelle seminuda. E che, forse, mal si abbina a un mojito in mano, starebbe meglio con frullato e cannuccia, in pieno stile old america, una bandana in testa legata come una fascia e una coda da cavallo. E gli occhiali da gattina, con le lenti scure. Un cappello a tesa larga che faccia sintomatico mistero. Con una piccola radio al posto di iphone e cuffiette, meglio ancora se con Sapore di Sale come colonna sonora, per chiudere gli occhi e sentirsi un po’ Selvaggia sulla riviera romagnola di qualche decennio fa. Al sole, stese come lucertole, con un filtro solare che ci rassicuri di non bruciare la pelle, ma che lasci spazio a quel lieve rossore serale che fa tanto estate e che ci impone la scelta di un abito bianco per la notte per mostrare a tutti come ci siamo abbronzate. E scoprirlo con disinvoltura, quando sotto l’ombrellone sfiliamo i pantaloncini a vita alta e una camicina annodata come una pin up. Per poi arrotolarlo fino a sotto l’ombelico, lontano, su un pattino dove nessuno ci vedrà, perchè si sa, dobbiamo abbronzarci senza segni sulla pancia.
Per quest’anno, stessa spiaggia, stesso mare, ma costume diverso. Non so voi, ma io me lo compro.

Fonts Tumblr/ Harper’s Bazaar

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