Storia di una salopette.

Una storia, quella della salopette. Un racconto che passa da tante stagioni della moda, dai favolosi eighties quando fu regina incontrastata, fino all’abdicazione, nell’epoca in cui fu relegata nella prigione degli abiti premaman. Ma non se la prese. Perchè il suo carattere era forte, così come la sua personalità forgiata da anni di incarichi impegnativi, come quello di rappresentare le donne lavoratrici, di vestirle e di gridare al mondo intero che loro, dentro una dungerees, potevano fare lo stesso lavoro degli uomini, e forse anche meglio. E passarono gli anni, i mesi, dentro un dimenticatoio, dentro quell’oblio interrotto solo per brevi tratti da una pubblicità sensual-trash, con tanto di belloccio-operaio-bicipiti-a-vista col corpo sudato e sulla spalla una cassa di coca cola. Ma non se la prese. Anzi, seppe reinventarsi. E rinnovarsi. E stringersi sui fianchi e sulle natiche, abbassare le bretelle, fare amicizia con i tacchi. Dimostrando che lei sapeva anche esser sexy ed erotica. Lei poteva farlo. Poteva vestire un’acerba Kate e rivelarsi sensuale come nessun’altra.
E sicuramente non è finita qui. Sicuramente questa storia continuerà. Agli stilisti e al postero popolo fashionista l’ardua sentenza.

Font ThestreetfashionXpro/ 21/ Tumblr

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