Sul senso di un istante per sempre

post-priscilla-1

Hai presente quando digitando sulla tastiera capita di inciampare su un tasto? Quello è l’istante in cui tutto cambia. Quello è l’istante per sempre. Come quella vecchia macchina da scrivere rossa che di cognome fa Olivetti e di nome Valentine, che non ce l’ha il tasto backspace. Quando è lei che ti fa scrivere devi fare punto e a capo.

Ti fermi. Guardi incredula.

Ma che davvero?

Davvero. Come una tastiera due lineette rosse una accanto all’altra, indelebili.

IMG-7095

E quell’istante diventa per sempre. Per sempre cambia la forma del mondo. La forma delle tue giornate. e diventi improvvisamente esperta a farti una piega con in una mano la GHD e il baby-monitor nell’altra. A leggere Vogue mentre sfogli il libro degli animali replicando i versi di una giungla intera, per poi accorgerti che quel piccolo indice in miniatura, dall’alto di un seggiolone sta indicando proprio la Muse di YSL stampata sulla carta patinata, sussurrando ∼Bossa Mamma∼, infischiandosene delle foche e dei pinguini. Allora chiudi il libro e sfogli Vogue insieme a Lei, sorridendo con lo stesso orgoglio di quando hai visto per la prima volta la tua tesi di laurea rilegata. Come quando la compilation dello zecchino d’oro sostituisce la playlist di spotify, ma Lei si addormenta con Vasco. E gli Scorpions. Che incastri dieci minuti di un Sabato pomeriggio frettoloso alla Giocheria per cercarle quel giocattolo smart che più smart non si può da mettere sotto l’albero, e invece sei tu che ti perdi. Tra le Barbie, abbandoni la cognizione del tempo, mentre Lei è tutta indaffarata ad infilarsi i Wayfarer pescati dalla Jumbo Vintage. Perchè Lei non vuole giocattoli, vuole una piccola borsa a tracolla tutta sua. Di Minnie, che al momento è la sua icona di riferimento. Perchè i suoi occhi belli ridono quando sbirciano tra i vestiti della mia cabina armadio. Li scrutano. Delicatamente le manine toccano le stoffe, le accarezzano. Cercano, fino in fondo. E arrivano fin dove si erano stipate le pochette e i tacchi alti, in quel cassetto dei non-mi-serve. Nascosti dietro una pila di roba, seppelliti insieme all’esigenza di scrivere, scrivervi e scrivermi. Ignorando tutti i peluche in fila sul suo lettino, Lei ha trovato quella necessità, quel disperato bisogno di una passeggiata sui tacchi dieci e di una penna in mano.

Lei quindici mesi di personalità. Di una piccola donnina che osserva il mondo. Il mio mondo. Perchè forse le piace o perchè è fatta così. Perchè é mia.

Per poi capire che quel mondo non è poi cambiato. Si è amplificato. E le sue scelte riflettono un DNA meglio di quella fossetta sulla guancia destra che uguale alla mia dichiara a chiare lettere una appartenenza. La mia.

E per chi si fosse chiesto dove mi fossi nascosta e fosse arrivato alla fine di questa fila di parole. Premete play su ∼ Laura aspetta un figlio per Natale. ∼

Perchè due Natali fa quelle lineette rosse mi hanno imposto che dovevo ∼solamente riposare e che tutto adesso può aspettare∼. E che, forse, avrei smesso anche di fumare. La la la la la…lalalalalaaaa….

fenicotteri-post

post-priscilla-3

post-priscilla-2

post-priscilla-4

Credits Tumblr

 

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*