The fine line.

La sottile linea. Quella che gli inglesi chiamano – The Fine Line – Che fa la differenza.
Come una cintura che segna il punto vita su un abito. Come una prospettiva che segna i punti delle vite. Quando dici -dipende da- e dipende da te. Da come guardi il mondo. Da quello che scegli.

The Fine Line

Da quella percezione intuitiva che rende l’incoscienza coraggio. La necessità virtù, quando dentro al frigo ci sono solo due mele, un avocado e cento grammi di parma. Che impone sguardi laddove non ci dovrebbero essere degli sguardi. Che abbina il nero con il blu. E il rosso con l’arancione. E trasforma una cotta in amore, e ti butti anche senza sapere se è morbido. Oltre il confine imposto dalle convenzioni, dai si fa così e dalla paura di. Dipende. Da quanto e cosa sei disposta a perdere.
Dai ne vale la pena. Dai sogni che non dovrebbero e non devono essere solo quelli della notte. Dalle ambizioni spesso definite come follie. Da una battuta che diventa una cosa seria, perchè scherzando scherzando si dice la verità ed è una linea sottile. Un intuito. Dalle cose inaspettate che ti portano verso strade mai battute. Dai punti d’arrivo che non si raggiungono mai, perchè ciò che conta è correre. Perchè se vai avanti e non ti fermi, le voci le lascerai alle tue spalle. Dal non dimenticarsi mai di chi sei. Dalla riga di matita sulla palpebra sbavata che diventa magnetica. Dal mi fido di me e del mio istinto. Dalle scelte sbagliate tipo quando togli il piumone troppo presto ed è una scusa per accucciarti a lui. Dall’odore della pioggia d’estate che non è malinconia ma riflessione. Da quell’istante d’infinito in cui l’impudenza diventa audacia e dici -me le compre quelle scarpe.-

La vertigine non è paura di cadere, ma voglia di volare.

E poi si vede.

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