The Making Of Gucci: la storia di una grande maison.

Complice un San Valentino sdoganato alle porte, è arrivato il suo momento: l’occasione giusta per fare spazio tra gli scaffali della mia libreria, e sistemarlo lì, a metà strada tra il cofanetto dell’ Amour Fou e i miei testi universitari. Perché ricevere un libro è sempre un dono prezioso, ancor più se conserva dentro di sé la storia di una grande maison. Il racconto illustrato da foto e parole di un uomo italiano nato alla fine del 1800, di Guccio Gucci, colui che sovvertì l’atteggiamento della Moda di un tempo dimostrando che non solo un grande sarto poteva ricoprire i vertici del fashion system, di un imprenditore dalle origini fiorentine che fece della sua piccola azienda di valigeria un’icona, simbolo del lusso e della qualità made in Italy nel mondo. Un uomo dalla personalità carismatica, che seppe curvare un bamboo e trasformarlo nel manico di una borsa in un’epoca in cui l’autarchia della dittatura fascista imponeva carenza di materiali, che fece sue le parole di chi con invidia probabilmente gli suggeriva “datti all’ippica” cogliendo quelli che erano i capisaldi dello stile equestre, per poi convertirli abilmente nei motivi del morsetto e della staffa, che nell’arco di qualche decennio sarebbero divenuti il blasone di dive e nobildonne. Una dopo l’altra le sue pagine narrano le origini, l’identità del marchio, celebrandone i novant’anni di storia come tributo iconografico ad un grande uomo, al suo genio e alla sua casa di moda, oggi come ieri sapientemente guidata da una scaltra ed erudita Frida Giannini che ne ha saputo afferrare la personalità, il credo, l’essenza e la conoscenza.

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