Tutta colpa di quella stronza di kiss me Licia

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Eppure è così che vanno ancora le cose. Sarà colpa di quella granculo di Licia e del fatto che siamo state convinte che quella sia la normalità, ma è così che va. Quelle top sono le perfettine. Anche un po’ cesse, se vogliamo. Vestite male. Chissà perché, loro funzionano.

E parliamoci chiaro. Licia era proprio bruttina. Antipatica. Si vestiva tanto da educanda che gli abiti della Simonetta che ci compravano le nostre mamma negli anni ’80 in confronto apparivano quasi sexy. Licia non si depilava. Aveva il monosopracciglio e un taglio di capelli alla MacGyver, col frangione e la scalatura. E una tinta che neanche Biscardi saprebbe far meglio.

Licia aveva un padre rompiballe ed era una sfigata. Quasi un caso umano, oserei dire. Costretta dentro una rosticceria a friggere polpette o chissà cosa per due soli clienti, peraltro pensionati e attempatelli. Eppure un giorno di pioggia svolta la sua triste vita. Di pioggia, non di sole e d’azzurro, perché il caso umano deve essere caso umano fino in fondo.

E così, tutti si innamorano di lei. Del suo perbenismo apparente e del suo atteggiamento tutto miele. Della pazienza e del grado di sopportazione elevatissimo. Della sua ipocrisia -diciamola tutta- perché in verità è una che molla ceffoni a destra e a sinistra quando le cose non vanno come dice lei. E non è che se ne innamorano tipi qualsiasi, ai suoi piedi cade il Simon Le Bon dei Manga, meglio conosciuto come Mirko dei Beehive. E pure il suo bassista, Satomi, quello bono coi capelli lunghi, tutto sesso, droga e rock & roll.

liciaE non importa se nella trama di questa triste storia esistono altre ragazze, pure strafighe come Marika, che si trucca, si fa la ceretta, si veste da Dio e cammina in maniera sinuosa, disponibile e seducente. Loro litigano per lei. Una che esce di casa con le ciabatte e i calzini -come se non bastasse- in un giorno di pioggia (perciò anche non molto intelligente, a quanto pare).

Loro se la contendono. Il bel tenebroso con i capelli lunghi e il bono leader del gruppo, quello coi capelli come Malgioglio, per intenderci. Fregandosene della puzza di fritto che fanno i suoi vestiti. La vogliono. Si acciuffano. Probabilmente si menano, anche se sugli schermi non è mai andato in onda. E lei che fa? Con quell’aria da perfettina fa finta che le entra un moscerino in un occhio e se li limona tutti e due, con la scusa più vecchia del mondo: ho l’occhio arrossato? Me lo guardi bene?

E in un attimo causa la tempesta. Fa sciogliere il gruppo, porta Mirko ad ubriacarsi e Satomi alla disperazione. E quella granfiga di Marika -giustamente- si incazza, che avrebbe fatto bene a darle una sberla, ma molto più elegantemente gioca d’astuzia, paga Satomi per alcune lezioni private di pianoforte e se lo prende. Letteralmente se lo prende. E fa bene.

Ecco, noi siamo cresciute così. Con questo esempio. Pensando che questa sia la normalità. Pensando che essere sensuali, vestite bene e anche intelligenti sia roba che fa scappare gli uomini a gambe levate. Che le tipe semplici siano più facili da gestire. Che non dobbiamo apparire troppo (leggi troppo furbe, troppo belle, troppo fighe), perchè il troppo stroppia.

E invece no. Invece è ora di smentirla. Che di queste perfettine della serie -io sono buona e bella dentro- ci siamo rotte le scatole. Ecco tutto.

Kiss me Licia, sei stata un po’ stronza, non ti pare?

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