Tutti pazzi per il Vintage.

Eppure anche noi saremo Vintage un giorno, così come lo sono Marilyn, Audrey e Brigitte. Lo sarà questa epoca, mettendosi alla pari degli anni ’50, dei favolosi ’70 e degli eccentrici ’80. Lo saranno i nostri tagli di capelli, le unghia gellate (per chi le ha!) , l’iphone 4 S, gli I-books. Ogni oggetto, ogni abito, ogni accessorio diventerà prima vecchio, forse Vintage, e poi, chissà, anche antico. Forse. Ma solo se possiede un’anima, una personalità, una particolarità tale da conservare il suo appeal nonostante i segni del tempo. Una dignità che gli permetta di invecchiare gloriosamente, senza essere dimenticato dentro un cassetto. O probabilmente lo sarà, dimenticato, per essere un giorno ripescato da un “te lo ricordi?”, accompagnato da mille aneddoti e storielle vissute. Perchè, in fin dei conti, non sono gli oggetti che possiedono un’anima, ma siamo noi che amiamo crederlo; ci piace ricordare, rivivere la fanciullezza, le epoche passate. E’ per questo che amo il Vintage, e non l’antico: perchè l’ho vissuto. Perchè sono nata negli anni ottanta, sono cresciuta ascoltando i Duran Duran dalle musicassette, raccogliendo i punti del Mulino Bianco per regalarmi la sveglia a forma di casetta, indossando l’Invicta per andare a scuola. E non avevo il cellulare dentro lo zaino, c’erano soltanto sogni e speranze. Come quello di comprare una Chanel quando sarei diventata grande, perchè la ammiravo sulle copertine delle riviste patinate, e non sui blogs. Quindi, vi prego, non vi buttate su un acquisto Vintage, solo per risparmiare, quello si chiama “optare per la second-hand”. Compratelo se vi regala un’emozione, se vi fa sorridere, se vi ricorda qualcuno o qualcosa. Solo per quello.

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