#Venerdì. Raccontarvi Catania.

Ci vediamo al Borgo per un selz limone e sale al chioschetto perchè siamo in Ottobre, ma fa caldo, tanto caldo per essere al top. Il tacco tredici infilato prima di uscir da casa si incastra magicamente tra le piccole balate della via Etnea, che alta e onnipotente domina la city e lascia intravedere il vulcano e le sue colate vive.


I sogni di Andrea racchiusi tra le pareti colorate di Ibridi, i suoi abiti dal taglio sixties e i gioielli con a capo due fenicotteri rosa che fanno da guardia al tesoro vintage che svela ogni qualvolta possa essere quella buona. La granita di mandorle macchiata con quella al cioccolato, o quella al cioccolato con quella al pistacchio, o tutte e tre insieme. Palazzo Biscari e la storia di una famiglia raccontata dal Principe Ruggero in persona per poi ritrovarsi a vivere un intreccio alla Beautiful tra le scene del Gattopardo. E le sue pareti, che ospitano Marella Ferrera che sfila la storia dei suoi abiti nascosti tra le intercapedini di un corridoio. Gli arancini di Savia, che sono maschi, nonostante i palermitani dichiarino il contrario. Sarah che al 16 di via Minoriti fonde la sua metà sicula con l’altra da londinese adottiva, mischiando vintage, punk chic e Cupcakes in un omogeneizzato di stile, mentre organizza il popolo della moda che si incontra e si scontra nel mercatino di una città che vive di moda e che fa la sua moda, a modo suo. A Catania si vive. Nel Pop Up Market e nei suoi mille colori. Tra le polaroid delle sue bloggers. Tra le balere trasformiste dei lidi della scogliera. Con il bicchiere colmo di granita al limone innaffiata di Absolut, perchè il mojto sarà anche di tendenza ma lo Sgroppino con Stefy ha il sapore buono delle nostre notti brave. E si balla. Fino a notte fonda e aldilà di settembre sotto un cielo di stelle. Con davanti agli occhi i faraglioni di Polifemo che attendono ancora che passi Ulisse tra le correnti dello Ionio. Si balla. Nell’attesa che siano le quattro del mattino per una cartocciata a colazione.

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