Vivere vintage

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Le scene della nostra vita sono come rozzi mosaici. Guardate da vicino non producono nessun effetto, non ci si può vedere niente di bello finché non si guardano da lontano.
Arthur Schopenhauer

Lontano. Di venti, trenta e quarant’anni. Quando la vita era più facile e si potevano contare anche le fragole. In quel tempo in cui c’era tempo. Perchè vivere vintage non è solo comprarsi una gonna a ruota o un pantalone a zampa. Vivere vintage è una nostalgia, come attitudine e forma culturale. Nella maniera più poetica in cui può essere espressa, questa nostalgia.

THE GIRL WITH THE PISTOL, (aka LA RAGAZZA CON LA PISTOLA), Monica Vitti, 1968E’ farsi il caffè con la moka. Ascoltare vecchie cover e perdersi nei film in bianco e nero di una Sicilia anni cinquanta, nei matrimoni e nei divorzi all’italiana. Immedesimarsi nella ragazza con la pistola di Monica Vitti, subirne il fascino dell’orgoglio di essere donna. Vivere vintage è la suoneria vecchio telefono dell’iphone, che ci riporta in quelle case in cui si aspettava ore e ore la la chiamata al fisso. Sono le polaroid filtrate di instagram, trovare il tempo di farle sviluppare per incorniciarle e averle sempre davanti agli occhi. E’ comprendere che ciò che è moderno, lo sarà sempre, anche dopo cento e passa anni. Che quelle linee disegnate sui mobili dai piedi sottili hanno un’avanguardia, un’intelligenza tale da essere contemporanei più del presente stesso. E’ andare oltre i confini di ciò che si usa e di ciò che va, e studiare nel profondo che cosa c’era oltre la Pop Art. Chi c’era. Cosa voleva dal mondo. Capire che quel progresso è ancora lì, attuale come non mai. Vivere vintage è l’educazione. Il rispetto. La grazia di essere femminili e femministe. Indossare una salopette per quello che significa. E’ vedersi accanto un uomo che ti apre la portiera e ti cede il passo.

telefono-rosaInnamorarsi di un oggetto che rappresenta i ricordi quasi fosse il profumo di un passato accogliente, in cui si è ancora bambine, come quel telefono rosa che non funziona, e amarlo, perchè nella vita ci sono tante cose che non funzionano ma continuiamo comunque ad amare. E’ un viaggio in treno per godersi il viaggio stesso. Leggere un libro per sentire l’odore della carta e la sensazione sulle dita. Vivere vintage è una dimensione che contiene in sè il pregio e il difetto di non esserci più, la nostalgia di un passato che ha più senso del presente e di cui abbiamo bisogno. Noi, le nostre case, i grandi stilisti. Per capire chi siamo, da dove veniamo e dove vogliamo andare. Per fermarci un attimo e trovare il tempo per noi stesse, siano pure tre minuti davanti allo specchio per metterci l’eyeliner come faceva Marilyn.

Perciò, non comprate quella borsa in quel mercatino dell’usato solo perchè è second hand e costa meno. Ascoltate la sua anima. E quello che vi racconta. Come tutto ciò che è vintage.

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